5 Consigli per tenere pulito il camino

Al caldo del focolare, con i consigli degli spazzacamini.

Con l’arrivo delle stagioni fredde, gli spazzacamini salgono sui tetti per garantire la sicurezza e la salute dei cittadini. L’ Anfus (Associazione nazionale fumisti  spazzacamini) ci tiene a sottolineare che si sente parlare tuttora troppo spesso di intossicazioni, incendi e malfunzionamento dell canne fumarie. La stufa a pellet o il caminetto non sono un semplice elettrodomestico, sono dei veri e proprio impianti e vanno trattati come tali.

Spazio, quindi, ai cinque consigli che ogni professionista spazzacamino deve comunicare ai clienti:

  1. L’importanza di bruciare solo legna asciutta, stagionata da almeno dodici mesi, per evitare sprechi e la formazione di catrame e creosotto.
  2. Sarebbe molto meglio immagazzinare la legna in due cataste, ognuna delle quali sufficiente per il consumo di un anno usufruendone a rotazione.
  3. Non bisogna bruciare scarti di lavorazione come truciolati, compensati o elementi verniciati, plastica e carta patinata, scarti alimentari o mozziconi di sigarette. Da questi prodotti durante la combustione, possono sprigionarsi inquinanti che poi fuoriescono dal camino.

A quanto detto bisogna aggiungere che di solito è necessario un intervento di manutenzione dopo aver consumato tra i 40 e i 70 quintali di legna ben stagionata, equivalente al conusmo con accensione giornaliera di almeno sei ore durante il periodo di due inverni.
Meglio non sottovalutare, infine, che la pulizia interna del caminetto o della stufa è una delle attività di manutenzione che lo spazzacamino svolge quando interviene.
Niente improvvisazione quindi per la pulitura di termosifoni e camini. Il fuoco è nostro amico, ma è necessario saperlo trattare bene. Bisogna quindi  rinunciare al fai da te e chiamare l’installatore abilitato e lo spazzacamino qualificato per la manutenzione.

Per avere qualità e risparmio le operazioni indispensabili devono essere svolte da tecnici formati e specializzati, forniti di attrezzatura moderna. L’importanza di una corretta cura, non solo delle canne fumarie, è sottolineata anche dal vademecum del Ministero dello sviluppo economico e dall’Enea, disponibile sui siti www.mise.gov.it, agenziaefficienzaenergetica.it e www.enea.it

Chi non effettua la manutenzione del proprio impianto rischia una multa non inferiore a 500,00 euro, in base a quanto stabilito dalle legge (Dpr74/2013).
Non dimentichiamoci inoltro che scaldare troppo la casa fa male alla salute e al portafoglio: la normativa consente una temperatura di 20-22 gradi, ma 19 sono più che sufficienti per garantire il confort climatico.
Attenzione, inoltre, perchè ogni grado abbassato si traduce in un risparmio dal 5 al 10 per cento sui consumi di combustibile.

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