Max Pezzali, gli 883 e quel disco simbolo di una generazione

Riflessioni pubblicate sul magazine setweb.it che raccontano Max Pezzali e la sua storia con gli 883.

Estate 1992. Il sangue delle stragi mafiose invade l’Italia. Capaci e via D’Amelio tra le pagine più orrende della nostra storia. Il “Moro di Venezia” guidato da Paul Cayard fa sognare appassionati e non nelle finali di Coppa America. A Parigi apre i battenti Eurodisney, Lorenzo Jovanotti inizia la sua seconda vita artistica che lo porterà ad una crescita musicale e personale esponenziale. Nelle radio successi del passato come “Because the night” e “Please don’t go” vengono riscoperti dai dj e dalle notti in Riviera. La discomusic inizia un inanellare una serie di successi su scala mondiale. Nonostante tutto c’è voglia di ballare. A Pavia, in uno scantinato improvvisato a sala di registrazione, due compagni di liceo sognano tra le note di un nuovo pop. Era, infatti, il 1992 quando gli 883, alias Max Pezzali e Mauro Repetto, pubblicarono il loro primo album “Hanno ucciso l’uomo ragno” raggiungendo la prima posizione della Hit Parade con oltre 600.000 copie vendute e diventando la colonna sonora di un’intera generazione.

Dallo scantinato di Pavia a premi e copertine: rivelazione dell’anno a “Vota la Voce”, il famosissimo referendum popolare di “Tv Sorrisi e Canzoni”. Qualcuno dice che il pop italiano da quel momento non fu più lo stesso. Non sta a noi sentenziare, fatto è che quell’album (grazie anche a brani come “Non me la menare” e soprattutto “Con un deca”), segnò una piccola svolta nel linguaggio e nello stile. Il marchio 883 iniziò una scalata inesorabile e sicuramente non si può parlare di fenomeno usa e getta. Dopo vent’anni, infatti, è tempo di celebrazioni. Ecco arrivare “Hanno ucciso l’uomo ragno 2012”, l’album originario e che ripropone tutte le canzoni ricantate e riarrangiate da Pezzali con i maggiori esponenti della scena rap tra cui Fedez, Emis Killa, Club Dogo, Ensi, Entics, Two Fingerz, Dargen D’Amico, Baby K e J-Ax. Proprio in duetto con J.Ax c’è il singolo inedito “Sempre noi”, un brano che sfoglia vent’anni di abitudini, immagini e percorsi.

Un album che è diventato la colonna sonora di un’intera generazione e che oggi, due decenni dopo,

 viene riproposto in chiave moderna. “Che emozione – è la dichiarazione del produttore e talent scout Claudio Cecchetto – dopo 20 anni risentire per intero il primo album di Max Pezzali  Un’emozione resa più straordinaria dalla partecipazione dei rapper più famosi d’Italia che hanno voluto aggiungersi ai successi contenuti in questo storico album degli 883. Con loro tutto è ritornato di estrema attualità. Dopo 20 anni le canzoni hanno mantenuto la freschezza originale, riaggiornate dai più grandi protagonisti della scena rap italiana per creare il nuovo album che festeggia il ventennale del debutto di Max Pezzali”. E’ ancora presto per sapere se “Hanno ucciso l’uomo ragno” tornerà ad essere un tormentone delle radio e delle moderne playlist.

Vent’anni fa c’erano ancora i nastri e le cassette da riavvolgere con la penna per risparmiare la batteria del walkman. Sono cambiate mode ed abitudini, ma siamo sicuri che a qualcuno verrà ancora voglia di lanciarsi in un balletto, semmai un po’ sconclusionato, come faceva all’epoca Mauro Repetto, il biondino degli 883. E se il compleanno fosse festeggiato con una bella reunion? La rete ha già lanciato la sua petizione.

Articolo di Vincenzo Lombardi