La storia delle luminarie natalizie

Quando si parla di luminarie, per quanto siano un oggetto di uso comune, la prima cosa che viene in mente è il Natale. Ai giorni nostri illuminare alberi, palazzi, parchi, presepi e quant’altro è una delle tradizioni più forti del Natale. Però, non è sempre stato così. Le luminarie natalizie elettriche hanno un passato piuttosto breve alle spalle, ma i loro antenati affondano le radici della loro storia molto più in là. Una storia peraltro accompagnato da diversi nomi famosi.

Il padre della tradizione di illuminare gli abeti natalizi è Martin Lutero. C’è una storia secondo cui durante una notte di Natale del XVI secolo, Lutero si ritrovasse in un bosco, le cui foglie erano ghiacciate dal freddo. Il ghiaccio si illuminava alla luce della luna. Era una visione così bella e spettacolare che Lutero ripropose lo spettacolo illuminando il proprio albero con delle candele.
La tradizione della candela per illuminare l’albero prese piede durante i rituali protestanti nel periodo natalizio a partire dal XVIII secolo.

Le prime luminarie natalizie elettriche

Questa usanza è andata avanti per molto tempo fino a subire una colossale trasformazione a fine XIX secolo, esattamente il 22 dicembre 1882. Protagonista di questo cambiamento fu Edward Hidden Johnson, il socio paritario di Thomas Edison della loro agenzia elettrica. La società era già in piedi da diversi anni e aveva prodotto lampadine di tante dimensioni. A New York, una delle città dove più si respira l’aria natalizia, aveva sede la società e ovviamente anche la casa di Edward H. Johnson. Tra quelle mura domestiche però non era tradizione addobbare l’albero natalizio, quanto invece l’altrettanto classico agrifoglio.

Il socio di Thomas Edison, probabilmente stanco degli addobbamenti classici fatti di candele o di lampade ad olio, prese una decisione che rivoluzionò il Natale. Sfruttò il principale prodotto della loro azienda, ovviamente le lampadine e decise di utilizzarle in un modo diverso dal solito. Prese ben ottanta lampadine, tutte unite dallo stesso filo, e racchiuse ognuna di esse in un piccolissimo contenitore di vetro colorato.
L’invenzione e l’idea fecero parecchio scalpore: ‘Grande come una noce’, recitava l’articolo dedicato Edward H. Johnson.

Qualche anno dopo, invece, l’invenzione di Johnson fu replicata in Quebec, a Westmont, dove la città si illuminò per la prima volta nella storia un albero di Natale con le luminarie natalizie.

Il contributo dei grandi magazzini

Per quanto l’idea fosse originale, bella da vedere e di facile realizzazione prese piede nelle case delle persone circa cinquant’anni dopo, intorno agli anni ’40. Il motivo era semplice: non tutti potevano permettersi di acquistare delle luci elettriche, motivo per cui questa tradizione natalizia ci ha messi parecchio a insidiarsi nei focolari natalizi di tutti.
Ma lo stesso discorso non valeva per i grandi magazzini. A seguito del boom economico degli anni Venti questi erano molto frequentati dalle persone, si erano insinuati nel tempo libero, al punto di diventare un po’ i templi della pubblicità, dell’intrattenimento e del perdersi nel circolo di immagini e sogni che vendevano i grandi cartelloni. In fin dei conti, era questo che attirava le persone e non i prodotti. Quindi bene pensarono i gestori di attirare le persone nelle enormi gallerie commerciali utilizzando le grandi luminarie per illuminare le proprie insegne ed attirare un numero sempre maggiore di clienti.

Oggi
Oggi, invece le luminarie sono entrate a far parte delle tradizioni natalizie. Si va dal semplice albero casalingo addobbato, alle luminarie per le vie della città. Alle grandi costruzioni che riservano qualche sorpresa: è infatti sulla bocca di tutti quanto la Torre Eiffel sia diversa e magica nel periodo natalizio.
Le luminarie natalizie hanno trovato un posto dove stare in particolare in America, dopo il boom di costruzioni dei quartieri residenziali negli anni ’60, quelli tipici che si vedono nei film fatti di villette a due piani col giardino. Gli abitanti spesso passano persino delle settimane nell’addobbamento delle proprie case per stupire chiunque passi più di quanto faccia il proprio vicino. Non è infatti raro trovare delle vere e proprie competizioni comunali che premiano l’addobbamento più bello.

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