Una perla cinematografica

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Un numero quello di Luglio dedicato al cinema e non poteva mancare in questa rubrica, un gran capolavoro cinematografico. Un film che parla della storia del pittore Johannes Vermeer: “La ragazza con l’orecchino di perla”, di Peter Webber, uscito nel 2003 e candidato al premio Oscar per migliore scenografia, migliore fotografia e migliori costumi.

Pittore olandese e grande esponente della pittura fiamminga. In ogni suo dipinto, gli oggetto sono curati nei minimi dettagli, attraversati dalla luce che li rendono vivi, grazie all’utilizzo dei colori che Vermeer applicava in modo particolare creando la sensazione di trasparenza.

Vari studi sulle sue opere hanno portato all’ipotesi che Vermeer per dipingere facesse uso della camera oscura, utilizzata di solito in fotografia. Si può spiegare cosi perché i suoi dipinti sono privi di disegno, ricchi di dettagli e gli effetti di luce che rendono alcuni oggetti fuori fuoco ed altri precisamente a fuoco come nella fotografia.

Prendiamo come opera proprio “La ragazza con l’orecchino di perla”, attorno alla quale ruota l’intera trama del film. Si tratta di un ritratto a luce finestra di una ragazza molto giovane. La luce morbida evidenzia lo sguardo ammaliante e languido, la pelle chiara e giovane, per poi riflettere sulla grande perla dell’orecchino. Due pennellate separate tra loro creano la forma della perla, ma è l’occhio umano a completare la parte mancante.

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