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Il segnale da non lasciare fuori è l’assenza evidente: posta che si accumula, tapparelle immobili, foto pubblicate in tempo reale e piccoli oggetti davanti alla porta possono raccontare che la casa è vuota. Prima di partire conviene controllare porte, finestre, accessi secondari e abitudini digitali, non solo chiudere a chiave. La tecnologia può aiutare, ma funziona meglio se c’è anche una persona di fiducia che passa ogni tanto.
Perché se ne parla proprio adesso
Agosto è il mese in cui molte abitazioni restano incustodite per più giorni. Il tema torna ogni estate, ma nel 2026 è ancora più concreto perché le fonti di cronaca e sicurezza stanno insistendo su un punto semplice: i ladri non guardano solo la serratura, osservano anche i segnali di routine interrotta.
Sky TG24, citando la quarta edizione dell’Osservatorio sulla Sicurezza della Casa Censis-Verisure con il contributo del Servizio Analisi Criminale del Ministero dell’Interno, ricorda che nel 2024 in Italia sono stati denunciati 155.590 furti in abitazione. Lo stesso approfondimento segnala una crescita dei casi tra maggio e agosto, fino al picco di agosto. Il dato non deve creare panico, ma spiega perché i controlli prima della partenza non sono una mania.

Il controllo che molti rimandano
La porta blindata conta, ma non basta se una finestra resta in posizione fragile, se il garage comunica con casa o se il terrazzo è facile da raggiungere. Prima di partire, il giro utile è banale: porta principale, porte secondarie, finestre, persiane, balconi, box, cantina e accessi comuni. Se una serratura gira male o un infisso non chiude davvero, non è il dettaglio da rimandare a settembre.
La Polizia di Stato, nelle proprie indicazioni per prevenire furti in appartamento, insiste da tempo su porte e finestre sicure, spioncino, antifurto quando possibile e attenzione a non lasciare in casa grandi somme o oggetti di valore facilmente accessibili. Non è una garanzia assoluta, ma riduce le occasioni e soprattutto evita di regalare informazioni o punti deboli evidenti.
Cosa fare prima di partire
Il primo passo è togliere i segnali di assenza. Chiedere a un vicino o a una persona fidata di ritirare posta e volantini è più utile di quanto sembri. Anche tapparelle sempre identiche, luci sempre spente e zerbino spostato possono diventare indizi.
Il secondo passo riguarda i social. Pubblicare posizione, hotel, tragitto e durata della vacanza mentre si è lontani da casa è una comodità per chi guarda, non solo per gli amici. Meglio condividere foto e racconti al rientro, oppure limitare davvero il pubblico dei contenuti.
Il terzo passo è rendere meno leggibile la routine. Timer per luci, radio o prese smart possono simulare una presenza, ma devono sembrare naturali. Una luce accesa tutta la notte per dieci giorni non convince: è più sensato alternare fasce orarie e stanze, evitando configurazioni troppo rigide.
Telecamere e domotica: utili, ma non magiche
RaiNews, riportando i consigli dei Carabinieri, cita il buon vicinato tra gli strumenti più importanti: una persona che nota rumori, oggetti sospetti o movimenti anomali può fare la differenza. Le telecamere collegate allo smartphone sono utili se inviano notifiche chiare e se qualcuno può intervenire o chiamare le Forze dell’Ordine. Da sole, però, non sostituiscono chi controlla davvero cosa sta succedendo.
Vale anche il contrario: una casa piena di dispositivi smart ma con password deboli, app non aggiornate o notifiche ignorate non è più sicura per definizione. Prima della partenza conviene controllare che l’app funzioni, che la rete sia stabile, che i contatti di emergenza siano aggiornati e che le notifiche non siano silenziate.
Cosa evitare
Da evitare sono soprattutto le scorciatoie scenografiche. Lasciare la televisione accesa per giorni, nascondere chiavi in vasi o zerbini, affidarsi a un solo dispositivo o pubblicare ogni spostamento in tempo reale sono mosse fragili. Anche lasciare istruzioni visibili, biglietti per corrieri o informazioni di assenza può diventare un aiuto involontario.
Se si ricevono notifiche sospette mentre si è via, meglio non improvvisare. Contattare una persona fidata, l’amministratore se utile o direttamente le Forze dell’Ordine è più prudente che rientrare da soli o chiedere verifiche a persone non preparate.
La parte sottovalutata: non sembrare vuoti
Il punto non è trasformare la casa in un bunker. È renderla meno prevedibile. Una casa che sembra controllata, vissuta e collegata a una rete di persone scoraggia più di una casa che mostra subito dieci giorni di assenza.
Per questo il controllo più concreto è una combinazione: chiusure fisiche, vicinato, gestione dei segnali esterni, prudenza sui social e tecnologia usata con criterio. Nessuna misura elimina il rischio, ma molte riducono le occasioni più facili.
Domande rapide
Meglio lasciare una luce accesa?
Meglio usare timer o accensioni alternate. Una luce fissa per giorni può sembrare artificiale.
Le foto della vacanza sono davvero un problema?
Possono esserlo se mostrano che la casa è vuota e per quanto tempo. Pubblicarle al rientro è la scelta più prudente.
Una telecamera basta?
No. Serve che funzioni, che mandi notifiche leggibili e che ci sia qualcuno in grado di verificare o avvisare le autorità.
Fonti verificate
- Polizia di Stato, Vacanze: come lasciare in sicurezza l’abitazione.
- Questura di Firenze, consigli della Polizia di Stato per prevenire i furti in appartamento.
- RaiNews, consigli dei Carabinieri contro i furti in casa d’estate, 17 luglio 2026.
- Sky TG24, furti durante le ferie e consigli per proteggere casa, 2 agosto 2026.
- Censis-Verisure, quarta edizione dell’Osservatorio sulla Sicurezza della Casa, comunicato 5 marzo 2026.
Ultimo controllo: 8 agosto 2026, 22:34 Europe/Rome.
