domenica 13 Settembre 2026
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Termosifoni 2026: il numero da guardare prima di accenderli

Prima di riaccendere i termosifoni nel 2026 conviene controllare la zona climatica del proprio Comune: da lì dipendono data, ore massime e possibili eccezioni locali.

Soggiorno generico con termosifone e termostato prima dell'autunno
Immagine illustrativa generata con AI: soggiorno generico con termosifone e termostato, senza persone, loghi, marchi, testo leggibile o luogo reale.

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Il numero da guardare prima di accendere i termosifoni non è solo quello sul termostato, ma la zona climatica del proprio Comune. Da quella lettera, dalla A alla F, dipendono il giorno di partenza e le ore massime giornaliere. Nel 2026 la data più cercata resta il 15 ottobre per molte città del Nord, ma non vale per tutta Italia.

Il tema torna adesso perché settembre è il momento in cui molti controllano caldaia, valvole, bollette e orari prima del primo freddo. Anticipare il controllo evita due problemi: accendere fuori periodo senza sapere se il Comune ha previsto deroghe e arrivare a ottobre con radiatori rumorosi, valvole bloccate o cronotermostati ancora impostati sull’anno scorso.

Perché la zona climatica conta più della data generica

Le regole nazionali dividono l’Italia in sei zone climatiche. In sintesi, nelle zone più miti l’accensione ordinaria parte più tardi, mentre nelle zone più fredde il periodo è più lungo. La zona E, che comprende molte città del Nord, consente normalmente l’accensione dal 15 ottobre al 15 aprile; la zona D parte dal 1 novembre; la zona C dal 15 novembre; le zone A e B dal 1 dicembre. La zona F non ha limiti ordinari di periodo.

Questo non significa che ogni condominio possa ignorare le indicazioni locali. I Comuni possono intervenire con ordinanze quando il clima lo richiede, e alcune Regioni pubblicano pagine pratiche per ricordare periodi, orari e responsabilità. Per questo la domanda giusta non è solo “quando si accendono i termosifoni?”, ma “in che zona climatica è il mio Comune e ci sono aggiornamenti locali?”.

Radiatore generico con valvola termostatica e checklist sfocata
Immagine illustrativa generata con AI: dettaglio generico di radiatore e valvola termostatica, senza marchi, testo leggibile, persone o luogo reale.

Cosa controllare prima di accendere

Il primo controllo è semplice: zona climatica, calendario e ore giornaliere consentite. Subito dopo conviene guardare il cronotermostato, perché un orario lasciato su vecchie abitudini può far lavorare l’impianto quando la casa è vuota o quando basta meno calore.

Il secondo punto riguarda le valvole termostatiche. Se una stanza resta fredda e un’altra diventa troppo calda, non sempre il problema è la caldaia: può essere una regolazione sbilanciata, una valvola bloccata o aria nel radiatore. In questi casi è meglio fare controlli ordinari e, per manutenzioni e verifiche tecniche, rivolgersi a personale abilitato.

Il terzo controllo è la temperatura di comfort. La normativa nazionale indica limiti massimi per gli ambienti, mentre ENEA ricorda che chiedere più calore del necessario aumenta i consumi. Una casa stabile a una temperatura ragionevole è spesso più efficiente di continui picchi di accensione, soprattutto nelle mezze stagioni.

Cosa evitare per non sprecare calore

Il comportamento più costoso è accendere tutto al massimo appena arriva la prima mattina fresca. Meglio partire da una programmazione realistica, chiudere finestre lasciate in microventilazione troppo a lungo e non coprire radiatori o valvole con tende pesanti, mobili o copritermosifoni che intrappolano calore.

Attenzione anche alle app smart. Sono comode, ma non sostituiscono il controllo della regola locale. Se il sistema è impostato per accendersi automaticamente a una certa temperatura, vale la pena verificare calendario, geolocalizzazione, routine e fasce orarie prima che parta da solo.

Il dettaglio che divide: accendere prima o aspettare?

Qui nasce la discussione di ogni autunno. C’è chi preferisce accendere appena la casa scende sotto la soglia di comfort e chi resiste fino all’ultimo per contenere la bolletta. La risposta pratica sta nel mezzo: controllare le regole, evitare accensioni impulsive e usare il riscaldamento quando serve davvero, senza trasformare settembre in pieno inverno.

Nei condomini conta anche l’organizzazione comune. Se l’impianto è centralizzato, tempi e modalità dipendono dall’amministrazione e dalle decisioni condominiali nel rispetto dei limiti applicabili. Chi ha impianto autonomo ha più flessibilità, ma resta responsabile di manutenzione, sicurezza e uso corretto.

Domande veloci

Qual è la data più vicina da segnare?

Per molte città in zona E la data ordinaria è il 15 ottobre 2026. Non è però la data giusta per tutti: alcune aree partono più tardi e la zona F non ha lo stesso limite di periodo.

La temperatura del termostato basta?

No. Il termostato decide quando l’impianto lavora, ma prima bisogna sapere se si è nel periodo consentito e quante ore sono previste nella propria zona.

Si può accendere fuori periodo?

Le regole prevedono eccezioni in presenza di condizioni climatiche che lo giustificano, ma bisogna verificare norme e ordinanze locali. Per dubbi tecnici sull’impianto è meglio chiedere a un professionista abilitato.

Fonti consultate

Ultimo controllo: 13 settembre 2026, ore 07:22 (Europe/Rome).

  • Gazzetta Ufficiale, DPR 16 aprile 2013 n. 74, criteri generali per esercizio, conduzione, controllo e manutenzione degli impianti termici.
  • Dipartimento delle Finanze, scheda normativa del DPR 74/2013.
  • ENEA, indicazioni sul corretto utilizzo degli impianti di riscaldamento e sulla regolazione della temperatura di mandata.
  • Dipartimento delle Finanze, scheda normativa del DPR 412/1993 sulla classificazione climatica dei comuni.

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