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Per tenere la casa più fresca non conviene partire subito dal condizionatore al massimo. La guida ENEA pubblicata il 18 giugno 2026 suggerisce di andare per gradi: prima schermare il sole, ridurre umidità e calore interno, poi usare ventilazione e verde indoor. Il climatizzatore resta utile, ma rende meglio quando la casa è già stata preparata.
Il punto è semplice: se l’abitazione accumula calore tutto il giorno, l’impianto deve lavorare di più e consuma di più. Per questo il tema pesa proprio ora, all’inizio dell’estate e con molte famiglie che stanno riaccendendo gli split dopo mesi di stop.
Perché se ne parla adesso
ENEA ha aggiornato la propria guida smart alla climatizzazione estiva con una parola chiave precisa: gradualità. Non è un invito a rinunciare al comfort, ma a non trasformare il condizionatore nell’unica risposta al caldo domestico.
La sequenza consigliata parte dal raffrescamento passivo. Significa usare meglio ciò che la casa ha già: tende, persiane, tapparelle, correnti d’aria, aspiratori in bagno e cucina, piante posizionate dove servono. Solo se questi passaggi non bastano entra in gioco il ventilatore, e poi il climatizzatore.

La prima mossa è bloccare il calore prima che entri
Il consiglio più pratico riguarda le finestre esposte al sole. ENEA ricorda che abbassare tapparelle o chiudere persiane nelle ore diurne può ridurre l’ingresso dell’energia solare fino all’80%. È un gesto banale, ma spesso viene fatto tardi, quando la stanza è già calda.
Conta anche il vapore. Prima di cucinare o fare la doccia, aprire una finestra o azionare l’aspiratore aiuta a evitare che l’umidità si diffonda nelle altre stanze. La guida ENEA indica anche di tenere l’aspiratore in funzione per almeno dieci minuti dopo aver finito, quando c’è molto vapore da smaltire.
Questo passaggio è sottovalutato perché il caldo percepito non dipende solo dai gradi. Una stanza umida sembra più pesante, anche se il termometro non sale molto. Per lo stesso motivo, in alcuni casi la modalità deumidificazione può bastare più del raffreddamento spinto.
Il verde indoor non è solo arredamento
La parte più curiosa della guida riguarda le piante. ENEA le definisce un alleato naturale della climatizzazione, grazie a traspirazione e ombreggiamento. Non bisogna aspettarsi miracoli da un vaso isolato, ma piccoli gruppi di piante nelle zone più vissute possono contribuire a creare un microclima più stabile.
Davanti alle finestre, soprattutto se c’è luce diretta, le piante possono funzionare anche come barriera solare. Il punto non è trasformare il salotto in una serra, ma usare il verde dove riduce l’irraggiamento e rende meno aggressivo il calore che entra.
Cosa controllare prima di accendere il climatizzatore
Quando il condizionatore serve, va usato bene. ENEA indica alcune verifiche concrete: filtri e ventole puliti, unità esterna libera da foglie e polvere, tubi del circuito refrigerante isolati, spazio sufficiente attorno alla macchina esterna. Un impianto che lavora sotto sforzo per scarsa manutenzione può consumare fino al 30% in più rispetto ai parametri di fabbrica.
La posizione conta. L’unità interna non dovrebbe essere nascosta dietro tende o divani, perché l’aria fresca si blocca prima di circolare. Anche l’unità esterna non dovrebbe essere soffocata da coperture improvvisate, piante troppo vicine o oggetti davanti a griglie e ventole.
La temperatura è un altro punto delicato. ENEA ricorda che in estate la temperatura interna non deve scendere sotto i 26 gradi centigradi. Spesso il comfort arriva anche con due o tre gradi in meno rispetto all’esterno, senza cercare una stanza freddissima.

Cosa evitare nelle giornate più calde
La scorciatoia peggiore è raffreddare una casa che continua a produrre calore. Nelle ore centrali conviene limitare forno, luci inutili, apparecchi sempre accesi e attività che aumentano temperatura e umidità. Se il climatizzatore è acceso, porte e finestre aperte annullano parte del lavoro dell’impianto.
Da evitare anche il “super split” in corridoio con l’idea di raffrescare tutta la casa. ENEA lo considera poco efficace: si raffredda soprattutto la zona di passaggio e si spreca energia. Se ci sono più split, meglio usare solo quelli nelle stanze davvero occupate e tenere chiuse le porte degli ambienti climatizzati.
Il dibattito: comfort o risparmio?
Il tema divide perché molti associano il risparmio a una rinuncia. In realtà la guida ENEA sposta il discorso: prima si riduce il calore che entra, poi si usa l’impianto con meno fatica. È una differenza pratica, non morale.
Il dato economico aiuta a capire perché se ne parla. Facile.it ha stimato per l’estate 2026 una spesa di 146 euro per un condizionatore dual split in classe A+ usato otto ore al giorno per tre mesi. La stima dipende da ipotesi di utilizzo e tariffe, quindi non vale per ogni casa, ma segnala quanto il modo d’uso possa pesare sulla bolletta.
Domande rapide
Meglio ventilatore o condizionatore?
Il ventilatore non abbassa la temperatura della stanza, ma muove l’aria e può far percepire fino a 3 gradi in meno sulla pelle. Se basta, consuma molto meno. Se non basta, il climatizzatore va usato con impostazioni e manutenzione corrette.
Le piante raffrescano davvero?
Non sostituiscono un impianto, ma possono aiutare a mitigare temperatura e umidità in modo naturale, soprattutto se raggruppate nelle zone vissute o usate come schermatura vicino alle finestre.
A che temperatura impostare il condizionatore?
ENEA richiama il limite estivo dei 26 gradi centigradi e aggiunge che spesso bastano due o tre gradi in meno rispetto all’esterno. In molte situazioni la deumidificazione può migliorare il comfort senza raffreddare troppo.
Fonti
- ENEA, “Energia: ENEA, guida smart alla climatizzazione estiva”, pubblicato e aggiornato il 18 giugno 2026.
- Facile.it, “Condizionatori: quasi 150 euro in bolletta per l’estate 2026”, pubblicato e aggiornato il 18 giugno 2026.
- Ministero delle Imprese e del Made in Italy, pagina informativa “Bonus elettrodomestici”.
Ultimo controllo fonti: 20 giugno 2026, 07:22 Europe/Rome.
