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La fascia da guardare è lunedì 6 luglio tra le 7 e le 10, quando i rientri residui dal weekend possono sovrapporsi al traffico pendolare. Chi può scegliere dovrebbe rientrare domenica prima del tardo pomeriggio, oppure lunedì fuori dall’ora di ingresso nelle grandi città. Il punto non è solo partire presto, ma controllare prima percorso, cantieri e tempi reali.
Il primo weekend di luglio ha acceso una delle prime prove generali dell’estate sulle strade italiane. Secondo il quadro diffuso da ACI su dati di Viabilità Italia, domenica 5 luglio il rientro diventa più delicato dal pomeriggio alla sera, mentre lunedì mattina resta una coda da non sottovalutare per chi ha allungato il weekend o torna da mare, montagna e seconde case.
Perché se ne parla adesso
Il calendario del 3, 4 e 5 luglio non è il grande esodo di agosto, ma funziona da anticipo dell’estate: tanti spostamenti brevi, mete vicine, partenze distribuite male e rientri concentrati nella stessa finestra. ACI indica la domenica pomeriggio e sera come la fase più esposta ai rientri, con residui lunedì mattina.
Il rischio pratico è semplice: chi pensa di evitare la coda rientrando lunedì può finire dentro un traffico diverso, quello di inizio settimana. È per questo che la fascia 7-10 pesa più del giorno scelto. Entrare in una grande area urbana in quell’orario significa sommare vacanzieri, pendolari, consegne e cantieri ordinari.
La fascia da evitare davvero
Per il rientro di domenica 5 luglio, la finestra più delicata è dal pomeriggio alla sera, in particolare quando chi ha passato la giornata fuori si aggiunge a chi torna da un weekend intero. Per lunedì 6 luglio, il controllo da fare riguarda invece l’arrivo, non solo la partenza: se l’ingresso in città cade tra le 7 e le 10, il vantaggio di rimandare può ridursi molto.
La scelta più prudente è calcolare il viaggio al contrario. Non chiedersi soltanto “a che ora parto?”, ma “a che ora arrivo al nodo critico?”. Un rientro che sembra comodo alle 6 può diventare lento se porta sul raccordo, in tangenziale o vicino a un casello proprio nell’ora di punta.

Cosa controllare prima di mettersi in strada
Prima di partire conviene fare tre controlli rapidi, senza affidarsi solo al navigatore impostato una volta per tutte. Il primo è la situazione reale su CCISS, Luceverde ACI, Anas o sui canali della concessionaria autostradale del tratto che si percorre. Incidenti, veicoli fermi, code a tratti e chiusure temporanee possono cambiare la convenienza di un orario nel giro di pochi minuti.
Il secondo controllo riguarda i nodi, non l’intero viaggio. A1 tra Milano, Bologna e Firenze, A14 verso l’Adriatico, A4 e collegamenti per l’Alto Adriatico, Liguria, accessi a Roma e raccordi verso coste e laghi sono il tipo di punti in cui pochi chilometri possono pesare molto. Se una tratta è già indicata come rallentata, ha senso valutare una sosta prima del nodo o un orario diverso, non improvvisare deviazioni all’ultimo.
Il terzo controllo è sull’auto: pressione gomme a freddo, liquidi, luci, tergicristalli e climatizzatore. ACI ricorda anche l’importanza di sistemare bene i bagagli e programmare soste regolari. Sono dettagli poco appariscenti, ma in una coda lunga fanno la differenza tra un disagio gestibile e una partenza rovinata.
Cosa evitare quando il traffico peggiora
La prima cosa da evitare è cambiare piano ogni cinque minuti seguendo soltanto il colore della mappa. Il traffico turistico si muove a onde: una strada alternativa può sembrare libera e poi bloccarsi appena tutti la scelgono. Meglio confrontare due fonti e verificare se il rallentamento è dovuto a traffico intenso, incidente, cantiere o chiusura.
Da evitare anche l’arrivo al casello senza aver già scelto corsia e metodo di pagamento. Nei rientri, la perdita di tempo non nasce solo dalla carreggiata piena, ma anche da frenate improvvise, cambi corsia tardivi e file scelte male. Se viaggi con bambini, animali o persone anziane, programma una sosta prima della zona critica: fermarsi dopo, quando la coda è già iniziata, può essere molto più complicato.
Il dettaglio che molti sottovalutano
Il rientro del weekend non è uguale per tutti. Chi torna da una località vicina può avere il picco più tardi, perché parte dopo cena. Chi rientra da una tratta lunga tende invece a incrociare il traffico già nel pomeriggio. Per questo il consiglio generico “parti presto” è incompleto: serve capire quando si attraversano i punti critici, non solo quando si chiude la porta di casa.
C’è poi un altro elemento: lunedì mattina non ci sono solo vacanzieri. Anche senza bollino rosso nazionale, la sovrapposizione con pendolari e traffico commerciale può rendere più lenti gli ultimi chilometri. Se il viaggio finisce in tangenziale, su un raccordo o in prossimità di un grande casello, è quella parte finale a decidere la giornata.
Domande rapide
Meglio rientrare domenica sera o lunedì mattina?
Dipende dall’orario di arrivo. Domenica pomeriggio e sera sono indicate come fase delicata per i rientri. Lunedì mattina può essere più gestibile solo se si evita l’ingresso nelle grandi città tra le 7 e le 10.
Il navigatore basta?
No, va usato insieme a fonti ufficiali o di servizio come CCISS, Luceverde ACI, Anas e canali delle concessionarie. Il navigatore è utile, ma non sempre spiega perché si è formata una coda.
Qual è il controllo più utile prima di partire?
Stimare l’orario di arrivo al nodo più critico del percorso. Una partenza comoda può diventare sbagliata se porta su tangenziali, raccordi o caselli proprio nell’ora di punta.
Fonti
- ACI, L’Automobile, previsioni traffico weekend 3, 4 e 5 luglio 2026.
- CCISS Viaggiare Informati, aggiornamenti in tempo reale sulla viabilità nazionale.
- Polizia di Stato, comunicati Viabilità Italia e calendario esodo estivo giugno/luglio 2026.
- Autostrade per l’Italia, previsioni traffico e code stimate.
Ultimo controllo: 5 luglio 2026, ore 10:35 Europe/Rome.
