![]()
L’orale della Maturità 2026 non è una formalità da affrontare a memoria: conta perché chiude l’esame, vale fino a 20 punti e quest’anno parte da una riflessione sul proprio percorso. La prima cosa da sapere è semplice: non bisogna preparare uno show, ma arrivare con le quattro discipline, il Curriculum dello studente e l’esperienza di Formazione scuola-lavoro in ordine. La scorciatoia da evitare è pensare che basti “esserci” senza sostenere davvero il colloquio.
Perché se ne parla adesso
Gli scritti della Maturità 2026 sono fissati al 18 e 19 giugno. Dopo quella fase, l’attenzione si sposta sugli orali, che vengono calendarizzati dalle singole commissioni e possono iniziare dalla settimana successiva secondo l’organizzazione della scuola.
Il tema è più cercato del solito perché il colloquio 2026 cambia tono rispetto alle abitudini degli anni scorsi. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito presenta l’esame come una prova che valorizza il percorso dello studente, mentre le FAQ rilanciate dalle testate scolastiche chiariscono che l’avvio non è una busta casuale o un discorso inventato all’ultimo minuto.
Le tre cose da sapere prima del colloquio
La prima è l’apertura. Il colloquio inizia con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, anche alla luce del Curriculum della studentessa e dello studente. Non significa leggere un copione lungo, ma saper spiegare con ordine cosa si è fatto, cosa si è capito e quali esperienze hanno un legame reale con il percorso.
La seconda è il cuore disciplinare. L’orale verte sulle quattro discipline indicate per l’indirizzo di studio. È qui che conviene preparare collegamenti puliti, senza forzare tutto dentro una mappa unica. Un collegamento funziona quando aiuta a ragionare, non quando serve solo a saltare da una materia all’altra.
La terza è la parte esperienziale. La Formazione scuola-lavoro, il vecchio PCTO, rientra nel colloquio, ma non deve per forza essere il punto di partenza. Può arrivare dopo la riflessione iniziale e va trattata come esperienza da spiegare: contesto, attività svolta, competenze usate, limite incontrato, cosa si è imparato.

Cosa controllare il giorno prima
Il primo controllo riguarda il calendario della propria commissione. Non basta sapere quando iniziano gli orali in generale: contano la lettera estratta, l’ordine dei candidati, l’eventuale pubblicazione dei punteggi degli scritti e le comunicazioni della scuola.
Il secondo controllo è sui materiali. Se la scuola ha chiesto una relazione, una presentazione o un supporto digitale per la Formazione scuola-lavoro, va provato prima. File che non si aprono, chiavette non lette e versioni sbagliate sono problemi banali, ma sotto pressione pesano più del previsto.
Il terzo controllo è sul Curriculum dello studente. Non serve trasformarlo in un elenco da recitare, però è utile rileggere esperienze, certificazioni, attività e passaggi che potrebbero diventare domanda. Se qualcosa è citato nel Curriculum, bisogna saperlo spiegare con parole proprie.
Cosa evitare
Il primo errore pratico è preparare un monologo troppo lungo. Una riflessione iniziale efficace deve aprire il colloquio, non mangiarsi tutto il tempo. Meglio una traccia breve, con due o tre passaggi forti, che una presentazione piena di frasi generiche.
Il secondo è puntare tutto sulla memoria. L’orale serve anche a verificare la capacità di argomentare in modo critico e personale. Se una domanda cambia direzione, conviene ragionare ad alta voce con ordine, non rincorrere la frase imparata.
Il terzo è sottovalutare educazione civica. Le domande dipendono dal percorso dell’istituto e dal documento del Consiglio di classe. Non è detto che serva una presentazione dedicata, ma è rischioso arrivare senza aver ripassato Costituzione, cittadinanza, ambiente, digitale o altri nuclei affrontati durante l’anno.
Il punto che divide studenti e famiglie
La discussione più accesa riguarda la cosiddetta “scena muta”. Nel 2026 il messaggio è netto: il colloquio va sostenuto regolarmente. Non è un dettaglio burocratico, perché l’esame è considerato valido solo se il candidato svolge tutte le prove previste, compreso l’orale.
Questo non vuol dire che una risposta incerta porti automaticamente alla bocciatura. Vuol dire un’altra cosa: presentarsi con l’idea di non partecipare davvero non è una strategia. Il voto finale resta costruito su credito scolastico, prima prova, seconda prova e colloquio, ma l’orale è parte piena dell’esame.
Domande rapide
Quanto vale l’orale della Maturità 2026?
Il colloquio vale fino a 20 punti. Il voto finale arriva dalla somma di credito scolastico, prove scritte e orale.
Quanto dura il colloquio?
Non c’è una durata standard fissata come numero unico. Le FAQ rilanciate da Orizzonte Scuola indicano di regola circa 45-60 minuti, ma l’organizzazione concreta dipende dalla commissione.
Bisogna partire dalla Formazione scuola-lavoro?
No, non necessariamente. Il colloquio parte dalla riflessione sul percorso personale e scolastico; la Formazione scuola-lavoro fa parte della prova, ma non è obbligatoriamente l’avvio.
Conviene preparare collegamenti tra le materie?
Sì, se sono naturali. I collegamenti aiutano quando mostrano ragionamento e padronanza. Se sono forzati, rischiano di confondere più che aiutare.
Fonti
Ultimo controllo: 21 giugno 2026, 07:25 Europe/Rome.
- Ministero dell’Istruzione e del Merito, pagina ufficiale sugli esami di primo e secondo ciclo 2025-2026: istruzione.it
- Ministero dell’Istruzione e del Merito, secondo ciclo e Maturità 2026: istruzione.it
- Ministero dell’Istruzione e del Merito, credito scolastico e ripartizione dei punti: mim.gov.it
- Orizzonte Scuola, FAQ MIM sull’orale 2026, Curriculum, educazione civica e durata del colloquio: orizzontescuola.it
- RaiNews, guida alle novità della Maturità 2026 e colloquio orale: rainews.it
