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La cosa da controllare prima delle prove non è una previsione sulle tracce, ma il calendario ufficiale, la materia del proprio indirizzo e ciò che la scuola consente di portare in aula. La prima prova della Maturità 2026 è fissata per giovedì 18 giugno alle 8.30, la seconda per venerdì 19 giugno. Arrivare con informazioni prese da video, chat o vecchi schemi può creare più confusione che vantaggio.
Il tema è già caldo perché giugno è il mese in cui molti studenti iniziano a cercare riassunti, possibili autori, calcolatrici ammesse e indicazioni sull’orale. Ma l’esame non si prepara solo studiando: si prepara anche verificando le regole giuste nel posto giusto. In particolare, l’Ordinanza ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026 disciplina struttura, prove, valutazione e passaggi organizzativi dell’Esame di maturità 2025/2026.
Le date vere da segnare
Il primo punto è semplice, ma vale più di molte liste virali. La prima prova scritta di italiano si svolge giovedì 18 giugno 2026 dalle 8.30 e dura sei ore. La seconda prova è prevista il giorno dopo, venerdì 19 giugno 2026, sempre secondo il calendario ministeriale e con contenuti legati all’indirizzo di studio.
Per chi non può sostenere le prove nella sessione ordinaria per motivi previsti dalle regole, l’ordinanza indica anche prove suppletive. Questo però non significa che ogni assenza sia recuperabile automaticamente. In caso di problemi personali, familiari o sanitari, il riferimento deve essere la segreteria della propria scuola, non una risposta trovata online.
Il dettaglio che molti controllano troppo tardi
La seconda prova non è uguale per tutti. Cambia in base al percorso, all’indirizzo, all’articolazione e, in alcuni casi, a opzioni specifiche. Per questo il controllo più utile è cercare la materia del proprio indirizzo sul motore ufficiale indicato dal Ministero, oppure verificare la comunicazione pubblicata dalla propria scuola.
Lo stesso vale per il colloquio. Nel 2026 sono state individuate anche le discipline oggetto del colloquio d’esame, ma il calendario concreto degli orali non è una data unica nazionale. Dipende dalla commissione e dalla scuola, dopo la correzione degli scritti e la pubblicazione dei punteggi nei tempi previsti.

Cosa controllare prima di entrare in aula
Il controllo più concreto riguarda i documenti e gli strumenti. Porta un documento di identità valido e verifica eventuali indicazioni della scuola su orario di convocazione, ingresso, aula e materiali consentiti. Non aspettare la sera prima per scoprire se serve una penna specifica, se la calcolatrice è ammessa o se ci sono regole interne su telefoni, smartwatch e zaini.
Per gli indirizzi in cui servono strumenti di calcolo, il punto non è comprare il modello più costoso. Conta che lo strumento sia ammesso e compatibile con le indicazioni ministeriali e scolastiche. Se hai dubbi su calcolatrici, dizionari, codici o altri materiali, chiedi alla scuola con anticipo: è molto meglio ricevere un no prima dell’esame che scoprirlo al banco.
Un altro passaggio utile è controllare il proprio credito scolastico. L’ordinanza conferma che il punteggio finale arriva dalla somma di credito, prove scritte e colloquio. Ogni prova scritta può valere fino a 20 punti, il colloquio fino a 20 punti e il credito scolastico fino a 40 punti. La soglia minima per superare l’esame è 60 centesimi.
Cosa evitare negli ultimi giorni
La trappola più comune è inseguire troppe previsioni sulle tracce. Un conto è ripassare temi, autori, metodi di analisi e collegamenti; un altro è costruire la preparazione su un toto-tema senza basi. La prima prova valuta competenze di scrittura, comprensione e argomentazione: se hai poco tempo, conviene allenarsi su struttura, tempi e chiarezza.
Evita anche di cambiare metodo all’ultimo minuto. Se hai sempre studiato con schemi brevi, non trasformare gli ultimi giorni in una maratona di manuali infiniti. Se fai simulazioni, falle con tempo controllato e materiali simili a quelli che userai davvero. La preparazione migliore è quella che riduce le sorprese, non quella che aggiunge caos.
La domanda che divide: meglio studiare tutto o puntare sui collegamenti?
La risposta onesta è che non sono alternative. Per lo scritto servono tecnica, comprensione del testo e gestione del tempo. Per l’orale servono collegamenti, ma i collegamenti funzionano solo se poggiano su contenuti reali. Un percorso interdisciplinare debole, costruito solo per sembrare brillante, rischia di crollare appena la commissione chiede un dettaglio.
Meglio preparare pochi collegamenti solidi, spiegabili in modo naturale, e tenere chiaro il nucleo delle discipline d’esame. La domanda da farsi non è “quale argomento farà colpo?”, ma “riesco a spiegarlo senza impararlo a memoria?”.
Risposte rapide
Quando inizia la Maturità 2026?
La sessione ordinaria parte con la prima prova scritta di italiano giovedì 18 giugno 2026 alle 8.30.
Quando c’è la seconda prova?
La seconda prova è prevista venerdì 19 giugno 2026. La materia dipende dall’indirizzo di studio e va verificata sui canali ufficiali.
L’orale ha una data nazionale?
No. Il calendario dei colloqui viene organizzato dalla commissione e dalla scuola. Per questo va controllata la comunicazione ufficiale del proprio istituto.
Si possono portare telefono o smartwatch?
Non considerarli strumenti utilizzabili durante le prove. Segui le indicazioni della scuola e lascia spenti o consegnati i dispositivi secondo le regole comunicate.
Fonti
Ultimo controllo: 1 giugno 2026, 01:25 Europe/Rome.
- Ministero dell’Istruzione e del Merito, pagina ufficiale Esami di Stato: istruzione.it/esami-di-stato
- Ordinanza Ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026, pubblicata dall’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna: istruzioneer.gov.it
- Motore ufficiale per le materie d’esame, richiamato dagli Uffici scolastici regionali: visualizzamaterieesame.static.istruzione.it
- Piattaforma Unica del Ministero dell’Istruzione e del Merito: unica.istruzione.gov.it
