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Il numero 1500 non è un numero da ricordare solo quando il caldo è già diventato ingestibile: serve a chiedere informazioni e orientamento sulle ondate di calore, soprattutto quando in casa ci sono persone fragili. La cosa da controllare prima è il bollettino del Ministero della Salute per la propria città, perché indica il livello di rischio previsto nelle successive 24, 48 e 72 ore. In caso di sintomi importanti o urgenze, invece, non va sostituito ai numeri di emergenza.
Se ne parla adesso perché dal 22 giugno è attivo il 1500 “Proteggiamoci dal caldo”, il servizio di pubblica utilità del Ministero della Salute. Arriva insieme ai bollettini estivi sulle ondate di calore, pubblicati da maggio a settembre per 27 città italiane e aggiornati nei giorni feriali.
Perché il 1500 torna utile prima del bollino rosso
Il punto non è chiamare quando si è già in difficoltà, ma capire prima quali comportamenti adottare. Il Ministero indica che il 1500 offre ascolto e informazioni ai cittadini, con attenzione particolare alle persone più fragili e a rischio. Il servizio è operativo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, esclusi i festivi.
Questo lo rende utile in tre situazioni quotidiane: quando si deve organizzare la giornata di un anziano che vive solo, quando si lavora o ci si muove all’aperto nelle ore calde, quando il bollettino locale segnala condizioni in peggioramento e non è chiaro quali servizi siano attivi sul territorio.
Cosa controllare ogni mattina
Il primo controllo è il bollettino della propria città, non il termometro letto in modo isolato. Il Ministero pubblica previsioni a 24, 48 e 72 ore per 27 città, con livelli di rischio da 0 a 3. Il livello alto non dipende solo dai gradi: umidità, durata dell’ondata e condizioni locali possono cambiare molto la percezione e il rischio.

Il secondo controllo è pratico: chi deve uscire tra le 11 e le 18, chi resta in stanze esposte al sole, chi assume farmaci, chi è molto piccolo, anziano o non autosufficiente. Sono proprio questi dettagli a trasformare una giornata afosa in una giornata da gestire con più attenzione.
In casa: la differenza tra fresco e sbalzo
La Protezione Civile ricorda di proteggere gli ambienti dal sole con tende o persiane e di impostare il climatizzatore a una temperatura non inferiore a 25-27 gradi. ENEA, nella guida 2026 alla climatizzazione estiva, aggiunge un dettaglio spesso sottovalutato: una temperatura interna troppo bassa non è necessariamente più confortevole, mentre la funzione deumidificazione può bastare quando pesa soprattutto l’umidità.
La scelta più sensata è evitare gli estremi. Finestre chiuse e schermate nelle ore calde, ricambio d’aria nelle ore più fresche, porte chiuse nelle stanze climatizzate e niente getto diretto del ventilatore sul corpo. Sembra banale, ma è qui che spesso si spreca energia senza migliorare davvero il comfort.
Cosa evitare
- Non aspettare il “bollino rosso” per controllare i bollettini: il livello 2 può già richiedere attenzione per le persone più suscettibili.
- Non trattare il 1500 come numero di emergenza: è un servizio informativo e di orientamento. In urgenza vanno usati i canali di emergenza appropriati.
- Non raffreddare casa a caso: abbassare troppo il climatizzatore può aumentare consumi e sbalzi, senza risolvere il problema dell’umidità.
- Non lasciare sole le persone fragili nelle ore peggiori senza un controllo concreto: una telefonata o una commissione anticipata possono contare più di un consiglio generico.
La domanda che molti si fanno
Il dubbio è semplice: se ho il condizionatore, devo comunque guardare il bollettino? Sì, perché il bollettino non misura solo il fastidio personale, ma il rischio per la popolazione in una certa area. Serve anche a programmare spostamenti, assistenza a familiari fragili e attività all’aperto.
Al contrario, vivere in una casa fresca non autorizza a ignorare il resto della giornata. Il passaggio da ambienti molto raffreddati a strada, auto o mezzi pubblici può essere pesante. Per questo le indicazioni istituzionali insistono su comportamenti semplici, ripetuti e controllabili.
Risposte rapide
Quando è attivo il 1500?
Dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, esclusi i giorni festivi, secondo la comunicazione del Ministero della Salute.
Dove si vedono i bollettini?
Sul sito del Ministero della Salute, nella sezione dedicata alle ondate di calore. Sono indicati per 27 città e con previsioni a tre giorni.
Che temperatura impostare in casa?
Le indicazioni istituzionali parlano di climatizzatore non sotto 25-27 gradi; ENEA ricorda che spesso bastano pochi gradi in meno rispetto all’esterno o la deumidificazione.
Fonti
- Ministero della Salute, “Ondate di calore, dal 22 giugno attivo il numero di pubblica utilità 1500”.
- Ministero della Salute, sezione “Ondate di calore” e bollettini per 27 città.
- Dipartimento della Protezione Civile, “In caso di ondate di calore”.
- ENEA, “Guida smart alla climatizzazione estiva”, aggiornamento 2026.
Ultimo controllo fonti: 23 giugno 2026, 10:22 Europe/Rome.
