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Dal 20 luglio 2026 il punto non è buttare via ogni lattina che hai in dispensa, ma capire cosa cambia negli imballaggi alimentari immessi sul mercato europeo. Il divieto UE sul bisfenolo A riguarda l’uso del BPA e di altri bisfenoli pericolosi nei materiali a contatto con gli alimenti, con scadenze diverse per lattine, contenitori monouso e alcune conserve. Per chi compra, la cosa utile è leggere meglio materiali, condizioni d’uso e stato della confezione, senza trasformare la spesa in panico.
Perché se ne parla adesso
La data del 20 luglio 2026 è tornata nelle ricerche perché chiude il principale periodo transitorio previsto dal Regolamento (UE) 2024/3190. La Commissione europea aveva già fissato il divieto dal 20 gennaio 2025, ma ha concesso tempo all’industria per adattare rivestimenti, plastiche, inchiostri, adesivi e altri materiali destinati al contatto con alimenti e bevande.
Il BPA è una sostanza usata per produrre alcune plastiche e resine. Il caso più citato riguarda i rivestimenti interni di lattine e contenitori metallici, perché quel sottile strato serve a separare alimento e metallo. La stretta europea nasce anche dal parere EFSA del 2023, che ha rivalutato il rischio del bisfenolo A negli alimenti.
La data non significa una sparizione immediata dagli scaffali
Qui nasce il fraintendimento più comune. Il divieto riguarda l’immissione sul mercato di materiali e oggetti a contatto con alimenti non conformi alle nuove regole. Non significa che il 20 luglio ogni prodotto confezionato prima debba scomparire nello stesso momento.
Le disposizioni transitorie distinguono tra contenitori, prodotti già immessi sul mercato, riempimento di imballaggi prodotti legalmente e categorie con proroghe specifiche. Per alcune conserve di frutta, verdura e prodotti ittici è previsto un periodo più lungo, fino al 20 luglio 2028, perché la sostituzione dei rivestimenti è più complessa quando l’alimento è acido, salato o deve restare stabile per anni.

Cosa controllare quando compri
Il primo controllo resta semplice: scegliere prodotti integri, non gonfi, non arrugginiti, non ammaccati in modo profondo e conservati correttamente. Questo vale a prescindere dal BPA. Una confezione rovinata è un segnale pratico più immediato di molte diciture tecniche.
Il secondo controllo riguarda l’uso previsto. Bottiglie riutilizzabili, contenitori per alimenti, recipienti da microonde e stoviglie devono essere adatti al contatto alimentare e usati secondo le indicazioni del produttore. Il tema MOCA, materiali e oggetti a contatto con alimenti, non è solo una questione industriale: include anche contenitori, utensili e oggetti che in casa finiscono a contatto con cibi e bevande.
Il terzo controllo è il calore. Lasciare contenitori in plastica al sole, in auto o vicino a fonti calde è una cattiva abitudine generale, perché calore e uso improprio possono peggiorare la migrazione di sostanze dai materiali agli alimenti. Se un contenitore non è indicato per bevande calde, microonde o lavastoviglie, non conviene forzarlo.
Cosa evitare davvero
Evita di riutilizzare all’infinito bottiglie o vaschette nate per un uso diverso, soprattutto se sono graffiate, deformate, opache o trattengono odori. Evita anche il ragionamento opposto: una scritta rassicurante non rende automaticamente corretto ogni utilizzo. Un contenitore può essere sicuro nel contesto previsto e inadatto in un altro.
Non serve inseguire liste fai da te di marchi da evitare, spesso non aggiornate e difficili da verificare. È più utile controllare provenienza, istruzioni, simboli d’uso, integrità della confezione e canale di acquisto. Per dubbi specifici su un prodotto, la risposta solida arriva dal produttore o dall’autorità competente, non da una foto virale.
Il dibattito: sicurezza, industria e sostituti
La parte interessante della nuova regola non è solo il divieto del BPA. L’Unione europea vuole evitare anche la sostituzione con bisfenoli simili e pericolosi. È il classico problema dei sostituti: eliminare una sostanza discussa non basta se al suo posto entra una molecola quasi gemella e poco più rassicurante.
Per l’industria il passaggio non è banale. I rivestimenti interni devono proteggere il contenitore dalla corrosione, non alterare l’alimento e reggere produzione, trasporto e conservazione. Per il consumatore, però, il messaggio è più semplice: la direzione normativa è ridurre l’esposizione ai bisfenoli pericolosi nei materiali a contatto con alimenti.
Tre risposte rapide
Devo buttare le lattine già comprate?
No, non è questa l’indicazione della norma. Controlla integrità, data, conservazione e istruzioni del prodotto. In caso di confezione gonfia, danneggiata o sospetta, non consumarla.
Le conserve sono incluse?
Sì, ma alcune categorie hanno una finestra transitoria più lunga. La Commissione europea indica proroghe per imballaggi legati a frutta, verdura e prodotti ittici trasformati.
BPA free basta come garanzia?
È un’informazione utile, ma non sostituisce l’uso corretto del contenitore. Materiale, temperatura, lavaggio, integrità e destinazione d’uso restano decisivi.
Fonti
- Commissione europea, Access2Markets, divieto UE sul bisfenolo A
- EFSA, materiali a contatto con gli alimenti
- Il Fatto Alimentare, scadenza del 20 luglio 2026 per le lattine
- Ministero della Salute, materiali e oggetti a contatto con alimenti
Ultimo controllo: 24 luglio 2026, Europe/Rome.
