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Il dettaglio che divide l’attesa per il documentario sugli Oasis è semplice: non basta vedere Liam e Noel Gallagher di nuovo insieme sul red carpet. Dopo la première alla Mostra del Cinema di Venezia, la vera domanda è se Oasis: Don’t Look Back in Anger sarà un film capace di raccontare la reunion o solo un grande evento nostalgia. Per chi lo aspetta in sala o poi in streaming, conviene guardare soprattutto cosa promette davvero la scheda ufficiale.
Il titolo è stato presentato nella sezione Venice Open, fuori concorso, dentro la 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. La Biennale indica alla regia Dylan Southern e Will Lovelace, con Steven Knight alla sceneggiatura, durata di 122 minuti e cast principale formato da Liam Gallagher e Noel Gallagher.
Perché se ne parla proprio adesso
Il passaggio al Lido del 5 settembre ha spostato il documentario da semplice uscita musicale a caso pop. RaiPlay ha seguito la conferenza stampa dedicata al film, con i due registi e Steven Knight, mentre le cronache dal festival hanno raccontato l’arrivo dei Gallagher come uno dei momenti più cercati della giornata.

Il motivo è chiaro: gli Oasis non sono soltanto una band da recuperare in playlist. Sono un pezzo di cultura pop britannica che vive ancora di canzoni, rivalità, frasi diventate meme e aspettative spesso più grandi della musica stessa. Un film sulla reunion arriva quindi con un rischio preciso: emozionare i fan storici, ma sembrare chiuso a chi non ha vissuto gli anni Novanta.
Cosa guardare prima di farsi trascinare dall’hype
La prima cosa da controllare è il tipo di film. La scheda della Biennale parla di tour reunion Oasis Live ’25, prime interviste congiunte dopo oltre 25 anni, prove mai filmate prima e rapporto tra le canzoni e il pubblico. Non viene presentato come un biopic classico, né come una ricostruzione romanzata della storia della band.
Questo cambia l’aspettativa. Chi cerca una cronologia completa dagli esordi di Manchester allo scioglimento potrebbe restare deluso. Chi vuole capire perché la reunion abbia mosso ancora folle enormi, invece, dovrebbe trovare un racconto più vicino al concerto, al backstage e alla tensione tra due fratelli che sono sempre stati anche due personaggi pubblici difficili da separare dal mito.
Il secondo controllo riguarda la distribuzione. Il sito ufficiale degli Oasis parla dell’arrivo del film nei cinema e in IMAX a settembre. Per le sale italiane, gli orari e la disponibilità vanno verificati sui circuiti locali al momento dell’acquisto, perché possono cambiare in base alla città, alla programmazione e alla lingua della proiezione.
Il punto che può dividere fan e curiosi
Il film sembra puntare sull’emozione della riconciliazione più che sulla resa dei conti. Nella dichiarazione dei registi pubblicata dalla Biennale, il centro del racconto è la forza collettiva dei concerti e il modo in cui le canzoni degli Oasis hanno continuato a vivere durante gli anni di silenzio della band. È un’impostazione potente, ma non neutra.

Da una parte c’è il pubblico che vuole rivedere i Gallagher come icone di una stagione musicale. Dall’altra c’è chi si aspetta più contesto: il peso della nostalgia, il prezzo culturale dei grandi ritorni, la differenza tra una reunion riuscita e un’operazione costruita per capitalizzare il ricordo. La curiosità nasce qui, perché lo stesso materiale può sembrare commovente o troppo controllato a seconda dello sguardo.
Cosa sapere prima di guardarlo
Non conviene aspettarsi un film “definitivo” sugli Oasis. La promessa ufficiale è più circoscritta: raccontare la reunion, il tour e l’impatto emotivo del ritorno. È un vantaggio se si vuole entrare subito nell’evento, ma può essere un limite per chi cerca un documentario storico con tutte le fratture della band spiegate in ordine.
Prima di comprare un biglietto, controlla tre elementi pratici: versione in lingua originale o sottotitolata, formato della sala e durata. Due ore abbondanti di documentario musicale funzionano meglio se si sa in anticipo che il film alterna concerto, archivio, backstage e interviste. Se invece aspetti lo streaming, verifica la piattaforma solo da fonti ufficiali, perché le finestre possono variare per territorio.
Da evitare, invece, è la caccia alle anticipazioni non confermate su nuovi concerti o annunci futuri. Il documentario può riaccendere il desiderio di vedere gli Oasis dal vivo, ma un film al festival non equivale automaticamente a un calendario di date. Per quello contano solo canali ufficiali della band, promoter e biglietterie autorizzate.
Vale davvero la pena seguirlo?
Sì, se interessa capire perché la reunion degli Oasis continua a funzionare anche fuori dal pubblico più fedele. Venezia ha trasformato il documentario in un oggetto più grande della sola uscita musicale: un incrocio tra cinema, memoria pop e spettacolo dal vivo. Il rischio è che chi non ha alcun legame con la band lo percepisca come un rito per iniziati.
Proprio per questo il dettaglio da non perdere non è il red carpet. È il punto di vista scelto dal film: meno processo alla storia degli Oasis, più osservazione dell’impatto emotivo del ritorno. Se questa è la lente, l’attesa ha senso. Se si cercano rivelazioni o una resa dei conti, meglio entrare con aspettative più basse.
Domande rapide
Il documentario sugli Oasis è in concorso a Venezia?
No. La scheda della Biennale lo inserisce in Venice Open, fuori concorso.
Chi dirige Oasis: Don’t Look Back in Anger?
I registi indicati dalla Biennale sono Dylan Southern e Will Lovelace. La sceneggiatura è accreditata a Steven Knight.
Di cosa parla il film?
Racconta la reunion degli Oasis, il tour Oasis Live ’25, le prove, il backstage, le interviste con Liam e Noel Gallagher e il rapporto della band con il pubblico.
Fonti consultate
Ultimo controllo: 6 settembre 2026, ore 01:22 (Europe/Rome).
- La Biennale di Venezia, scheda ufficiale Oasis: Don’t Look Back in Anger: labiennale.org
- La Biennale di Venezia, homepage 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica: labiennale.org
- RaiPlay, conferenza stampa Oasis: Don’t Look Back in Anger: raiplay.it
- Oasis, sito ufficiale e news sul documentario: oasisinet.com
- Sky TG24, cronaca dal Lido sul documentario Oasis: tg24.sky.it
- Wikimedia Commons, foto Liam e Noel Gallagher: commons.wikimedia.org
- Wikimedia Commons, Palazzo del Cinema del Lido: commons.wikimedia.org
