lunedì 7 Settembre 2026
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Cinema e Spettacolo

Ellen Burstyn a Venezia: perché il Leone parla al presente

Ellen Burstyn riceve oggi il Leone d’Oro alla carriera a Venezia. Ecco perché il premio non è solo nostalgia e cosa guardare nella sua filmografia.

Ellen Burstyn in un ritratto al Tribeca Film Festival 2009
Ellen Burstyn al Tribeca Film Festival 2009. Foto: David Shankbone, licenza CC BY 3.0, fonte Wikimedia Commons.

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Il Leone d’Oro alla carriera a Ellen Burstyn non è solo un omaggio a una grande attrice del passato. La notizia conta perché arriva oggi alla Mostra di Venezia, mentre Burstyn continua a presentare nuovi lavori e a spostare l’attenzione su una domanda più interessante: quando una carriera è ancora viva, ha senso leggerla come una celebrazione nostalgica?

La Biennale ha fissato la consegna del riconoscimento per lunedì 7 settembre alle 14.30, nell’ambito dell’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Il punto non è soltanto il palmarès, già enorme, ma il modo in cui Venezia usa il premio per raccontare una presenza ancora attiva nel cinema contemporaneo.

Perché se ne parla proprio ora

Il nome di Ellen Burstyn è tornato al centro delle ricerche perché la cerimonia veneziana è in calendario oggi e perché il premio arriva dentro una Mostra ancora in corso, dal 2 al 12 settembre 2026. La pagina ufficiale della Biennale ricorda che il riconoscimento viene consegnato in occasione della proiezione di Flesh Impact, cortometraggio diretto da Maggie Gyllenhaal e dedicato a Marilyn Monroe nel centenario della nascita.

Non è un dettaglio secondario. In Flesh Impact, secondo la presentazione della Biennale, Burstyn interpreta una versione di Marilyn che il pubblico non ha mai potuto vedere. In parallelo, l’attrice è collegata anche a Place To Be di Kornél Mundruczó, altro titolo citato dalle fonti internazionali nel racconto della sua presenza veneziana.

Il dettaglio che cambia il premio

Un Leone alla carriera rischia spesso di sembrare un congedo elegante. Nel caso di Burstyn, però, la cornice è diversa: Venezia la premia mentre lei continua a lavorare, a dialogare con registi più giovani e a portare ruoli che non sono semplici apparizioni celebrative.

La sua carriera attraversa cinema, teatro e televisione: L’esorcista, Alice non abita più qui, Requiem for a Dream, Interstellar. Ma fermarsi alla lista dei titoli sarebbe riduttivo. La forza del riconoscimento sta nel ricordare che certe attrici non restano centrali perché “iconiche”, ma perché continuano a rendere credibili personaggi fragili, contraddittori, vivi.

Palazzo del Cinema al Lido di Venezia
Palazzo del Cinema al Lido di Venezia. Foto: Derbrauni, licenza CC BY 4.0, fonte Wikimedia Commons.

Cosa sapere prima di recuperare i suoi film

Chi la scopre adesso non deve partire per forza dal titolo più famoso. L’esorcista è inevitabile, ma racconta solo una parte della sua immagine pubblica. Alice non abita più qui, diretto da Martin Scorsese, aiuta a capire perché il suo cinema sia spesso associato a donne che provano a riprendere spazio, voce e direzione.

Requiem for a Dream mostra invece il lato più duro e fisico della sua recitazione, quello che divide ancora il pubblico tra ammirazione e disagio. Interstellar parla a chi l’ha conosciuta in un cinema più recente e popolare. Il consiglio pratico è semplice: non scegliere un solo film “simbolo”, ma guardare almeno due fasi diverse della sua carriera.

Cosa controllare prima di leggere la notizia

La prima cosa da verificare è la fonte: la data e l’orario del Leone arrivano dalla Biennale, non da indiscrezioni. La seconda è distinguere tra premio alla carriera e premio competitivo: il Leone alla carriera non anticipa i vincitori della Mostra, che seguono un altro percorso.

La terza è non confondere la presenza veneziana con una normale passerella. Qui il riconoscimento è legato anche a un progetto presentato nel programma, quindi il racconto pubblico riguarda insieme memoria, nuovi ruoli e continuità artistica.

Il dibattito: omaggio o segnale?

Il caso Burstyn funziona perché tocca un nervo scoperto del cinema: l’età delle attrici. Troppo spesso le carriere femminili vengono raccontate come eccezioni quando superano una certa soglia anagrafica. Venezia, premiandola oggi, mette invece al centro una domanda più ampia: quanto spazio dà l’industria a chi ha ancora molto da dire, ma non rientra nei codici più comodi del mercato?

La risposta non sta in una sola cerimonia. Però il premio aiuta a rileggere la sua filmografia senza archiviarla come passato remoto. È questo il motivo per cui il Leone di oggi interessa anche chi non segue ogni giorno la Mostra: parla di cinema, ma anche del modo in cui decidiamo chi può restare protagonista.

Domande rapide

Quando riceve il Leone d’Oro Ellen Burstyn?

Secondo la Biennale, la consegna è fissata per lunedì 7 settembre 2026 alle 14.30, durante l’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

È un premio competitivo?

No. È il Leone d’Oro alla carriera, un riconoscimento distinto dai premi assegnati ai film in concorso.

Perché non è solo nostalgia?

Perché il premio arriva mentre Burstyn è associata a nuovi lavori presentati o discussi a Venezia, non soltanto a un ricordo dei suoi titoli più celebri.

Fonti consultate

Ultimo controllo: 7 settembre 2026, ore 22:24 (Europe/Rome).

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