mercoledì 2 Settembre 2026
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Supermercati 2026: il numero da guardare non è il primo posto

La nuova indagine Altroconsumo sui supermercati 2026 promette risparmi importanti, ma il dato utile dipende dal carrello che fai davvero e dal punto vendita vicino a casa.

Scaffali di un supermercato generico
Scaffali alimentari in un supermercato a Stoccolma. Foto: Frankie Fouganthin, licenza CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

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Il numero da guardare non è solo il primo posto della classifica, ma il tipo di carrello su cui quella classifica è costruita. L’indagine Altroconsumo 2026 dice che il risparmio può arrivare fino a 3.790 euro l’anno per una famiglia di quattro persone, ma quella cifra vale nello scenario più favorevole: prodotti più economici e catena più conveniente. Per chi compra marche note, private label o fa una spesa mista, il confronto cambia.

Il tema torna forte adesso perché Altroconsumo ha pubblicato la nuova rilevazione sui supermercati più convenienti, con 1,5 milioni di prezzi analizzati in 1.158 punti vendita di 67 città italiane. Diversi media l’hanno ripresa nelle ultime ore, ma il rischio è leggerla come una lista secca di vincitori. Per il consumatore, invece, la parte più utile è capire quale graduatoria somiglia davvero alla propria spesa settimanale.

Perché la classifica non basta

Altroconsumo distingue più scenari: prodotti più economici in assoluto, prodotti a marchio del distributore, spesa mista nei discount, spesa mista in supermercati e ipermercati, prodotti di marca. È una differenza decisiva. Un discount può vincere quando cerchi il primo prezzo, mentre un supermercato tradizionale può diventare più competitivo se il tuo carrello è fatto soprattutto di promozioni o marche commerciali.

Il dato più citato, fino a 3.790 euro di risparmio l’anno, parte da una famiglia di quattro persone che spende in media 9.450 euro. Non significa che ogni famiglia possa tagliare automaticamente il 40% della spesa. Significa che, nella simulazione Altroconsumo, scegliere i prodotti più convenienti nella catena più economica produce il massimo divario osservato.

Carrelli allineati in un supermercato generico
Carrelli in un supermercato. Foto: Visitor7, licenza CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

Cosa controllare prima di cambiare negozio

La prima domanda è semplice: che cosa compri davvero? Se nel carrello finiscono quasi sempre pasta, latte, detersivi e prodotti base senza marca, il confronto sui primi prezzi pesa moltissimo. Se invece compri prodotti di marca, offerte settimanali, fresco al banco o articoli specifici per bambini e animali, la catena prima in assoluto potrebbe non essere la più conveniente per te.

Il secondo controllo è geografico. L’indagine confronta anche punti vendita e città, perché lo stesso marchio può avere risultati diversi da zona a zona. Il negozio più conveniente sulla carta perde senso se ti costringe a fare molti chilometri, pagare parcheggio o spezzare la spesa in tre tappe. Il risparmio reale va misurato su scontrino, tempo e spostamento.

Il terzo controllo riguarda le promozioni. Un’offerta su un prodotto che usi sempre può essere utile; una promozione che ti fa comprare più del necessario sposta solo il costo in avanti. Per questo conviene tenere una lista corta dei prodotti ricorrenti, confrontare il prezzo al chilo o al litro e non solo il prezzo grande sul cartellino.

La parte che molti saltano

Secondo Il Fatto Alimentare, nella lettura della stessa indagine Eurospin e In’s guidano la spesa mista nei discount, Dok emerge nella spesa mista tra super e iper, mentre Spazio Conad risulta primo per i prodotti a marchio standard. Per i prodotti di marca, il divario tra insegne si restringe: vincono per poco Ipercoop e Spazio Conad, con Famila ed Esselunga tra le prime posizioni.

Questa è la parte più interessante: non esiste una risposta unica per tutti. Chi cerca solo il prezzo più basso può avere una strategia diversa da chi vuole restare su prodotti di marca, da chi compra online o da chi fa una spesa grande ogni due settimane. La classifica serve se diventa una bussola, non se viene trasformata in un tifo tra insegne.

Scaffali di un supermercato generico
Scaffali alimentari in un supermercato a Stoccolma. Foto: Frankie Fouganthin, licenza CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

Cosa evitare quando leggi il risparmio massimo

  • Non prendere il risparmio massimo come promessa personale: è uno scenario di confronto, non una garanzia sul tuo scontrino.
  • Non confrontare confezioni diverse senza guardare il prezzo per unità di misura.
  • Non cambiare supermercato solo per una promozione isolata, se poi il resto del carrello costa di più.
  • Non dimenticare benzina, mezzi, parcheggio e tempo, soprattutto se il punto vendita più conveniente è lontano.
  • Non confondere qualità percepita, assortimento e convenienza: sono criteri diversi.

Il confronto da fare in casa

Per capire se vale la pena cambiare abitudine, basta una prova di due settimane. Prendi dieci prodotti che compri sempre, annota formato e prezzo al chilo o al litro, poi confrontali in due negozi diversi. Se la differenza resta chiara anche senza offerte speciali, hai un segnale utile. Se invece cambia solo su pochi prodotti civetta, il vantaggio potrebbe essere più fragile di quanto sembri.

La scelta più pratica è dividere la spesa: prodotti base dove costano meno, fresco o marche preferite dove trovi qualità e assortimento migliori. Non è comodo per tutti, ma evita l’illusione della classifica unica. La vera domanda non è chi vince in Italia, ma quale insegna batte le altre sul tuo carrello normale.

Domande rapide

Qual è il dato più importante dell’indagine?
Il risparmio massimo è forte, ma va letto insieme al tipo di spesa: primo prezzo, marche private, prodotti di marca o carrello misto.

Conviene sempre andare al discount?
Non sempre. Il discount pesa molto sui primi prezzi e sulla spesa mista, ma chi compra soprattutto prodotti di marca può trovare differenze più piccole.

Come faccio a capire se sto risparmiando davvero?
Confronta pochi prodotti ricorrenti, nello stesso formato, usando il prezzo al chilo o al litro. Lo scontrino totale da solo può ingannare.

Fonti

Ultimo controllo: 2 settembre 2026, 07:52 Europe/Rome.

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