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Il 15 ottobre è la data che molti segnano sul calendario, ma non basta per accendere i riscaldamenti senza pensarci. Il dettaglio da controllare è il Comune: zona climatica, ordinanze locali, numero di ore e fascia giornaliera possono cambiare la scelta pratica in casa. Prima di alzare il termostato conviene verificare tre cose, data ammessa, temperatura impostata e manutenzione dell’impianto.
Il tema torna adesso perché in molte città italiane l’accensione ordinaria entra nel vivo a metà ottobre, soprattutto nelle aree più fredde. Non significa però che ogni abitazione debba partire nello stesso modo o nello stesso giorno: il calendario nazionale dà una cornice, mentre le amministrazioni locali possono modulare tempi e limiti in base al clima e alla qualità dell’aria.
Perché il 15 ottobre non vale da solo
Le regole italiane dividono il territorio in zone climatiche. La zona E, che comprende molte città del Nord e dell’entroterra, ha normalmente una stagione più lunga e può accendere dal 15 ottobre al 15 aprile, entro il limite giornaliero previsto. Altre zone partono più tardi o hanno meno ore disponibili.
Il punto pratico è questo: non basta leggere una tabella generica. Milano, per esempio, ha indicato per la stagione termica 2026/2027 un avvio dal 15 ottobre con una prima fase a otto ore giornaliere fino al 30 ottobre, poi un passaggio a tredici ore dal 31 ottobre, salvo aggiornamenti e condizioni locali. È il tipo di informazione che va cercata sul sito del proprio Comune, non solo nei riepiloghi online.

Cosa controllare prima di accendere
La prima verifica è la zona climatica del Comune. La seconda è l’eventuale ordinanza locale: può ridurre o spostare gli orari, soprattutto nei periodi miti o nelle città che adottano misure contro l’inquinamento. La terza è il limite di temperatura: negli edifici civili il riferimento generale resta 20 gradi, con tolleranza di 2 gradi, salvo casi specifici e diverse indicazioni applicabili.
In casa, poi, ci sono controlli meno burocratici ma molto concreti. Radiatori coperti da tende, mobili troppo vicini, aria nei termosifoni, valvole termostatiche ignorate e finestre aperte durante l’accensione fanno consumare di più senza aumentare davvero il comfort. Prima di partire a pieno regime, meglio provare l’impianto, verificare la pressione della caldaia se autonoma e controllare che ogni stanza scaldi in modo uniforme.
Cosa evitare nei primi giorni
L’errore più comune è trasformare l’accensione in una corsa al termostato alto. Se la casa è fredda, alzare molto la temperatura non scalda magicamente più in fretta: spesso fa solo lavorare di più l’impianto. Meglio impostare un valore ragionevole, chiudere le dispersioni evidenti e usare le fasce orarie con criterio.
Da evitare anche il fai da te sugli impianti quando ci sono anomalie. Rumori insoliti, odore di gas, cali di pressione continui o radiatori che restano freddi non sono segnali da ignorare. In questi casi serve un tecnico abilitato, non un tentativo improvvisato.
Il dettaglio che divide: comfort o bolletta?
Ogni autunno il dibattito torna uguale: accendere subito per stare meglio o aspettare per risparmiare? La risposta più sensata non è ideologica. Una casa esposta a nord, con persone fragili o molto umida, non ha le stesse esigenze di un appartamento ben isolato e ancora tiepido.
La scelta utile è misurare, non andare a sensazione. Un termometro da stanza, un controllo dell’umidità e una prova breve nelle ore consentite dicono più di una regola valida per tutti. Se la temperatura resta accettabile, si può ritardare l’accensione. Se invece scende troppo, conviene scaldare con continuità moderata, senza picchi inutili.
Risposte rapide
Posso accendere dal 15 ottobre ovunque?
No. Dipende dalla zona climatica e dalle decisioni del Comune. In molte località di zona E il 15 ottobre è la data ordinaria, ma non vale per tutta Italia.
Qual è la temperatura da tenere in casa?
Il riferimento generale per gli edifici civili è 20 gradi, con tolleranza di 2 gradi. Per consumare meno, spesso basta non superare il necessario e usare bene valvole e fasce orarie.
Dove trovo l’informazione più sicura?
Sul sito del proprio Comune o dell’amministratore di condominio, soprattutto se ci sono ordinanze stagionali o indicazioni temporanee.
Fonti consultate
- DPR 16 aprile 2013, n. 74, Gazzetta Ufficiale
- ENEA, consigli per risparmiare sul riscaldamento
- Sportello Energia del Comune di Milano, limiti di temperatura e orari
Ultimo controllo: 13 ottobre 2026, ore 19:23 (Europe/Rome).
