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Se parti per pochi giorni, di solito conviene lasciare il frigorifero acceso e regolarlo bene. Se invece la casa resta vuota a lungo e puoi svuotarlo del tutto, spegnerlo ha senso solo dopo pulizia, asciugatura e porta socchiusa. Il punto non è scegliere “sempre acceso” o “sempre spento”, ma evitare cibo abbandonato, temperatura sbagliata e rientro con cattivi odori.
La domanda torna ogni estate, quando si chiudono valigie, tapparelle e contatori prima delle ferie. Il frigorifero è l’elettrodomestico che resta acceso anche quando tutto il resto si ferma, quindi pesa sia sulla bolletta sia sulla tranquillità di chi parte. Ma spegnerlo senza prepararlo può creare più problemi del consumo che si voleva evitare.
Quando lasciarlo acceso ha più senso
Lasciarlo acceso è la scelta più pratica se l’assenza è breve, se nel congelatore ci sono alimenti da conservare o se non hai tempo di svuotare e pulire bene l’elettrodomestico. Prima di uscire, però, non basta chiudere lo sportello e sperare.
Il Ministero della Salute indica per il frigorifero una temperatura interna intorno ai 4-5 °C sulla mensola centrale, con zone più fredde e più calde a seconda del ripiano. ENEA, nelle indicazioni per gli elettrodomestici, raccomanda per il frigorifero un intervallo tra 1 e 4 °C e per il congelatore -18 °C, ricordando che abbassare inutilmente la temperatura aumenta i consumi.
Prima di partire controlla quindi tre cose: il termostato, la scadenza degli alimenti deperibili e lo spazio tra i contenitori. Un frigo troppo pieno lavora peggio perché l’aria fredda circola meno. Un frigo quasi vuoto, invece, non è un problema se resta qualche bottiglia d’acqua chiusa o contenitori non deperibili che aiutano a stabilizzare la temperatura.

Immagine illustrativa generata con AI: termometro e contenitori generici per controllare il frigorifero prima di partire, senza marchi, persone o testo leggibile.
Quando spegnerlo può convenire
Spegnere il frigorifero può convenire quando l’assenza è lunga e l’elettrodomestico può essere lasciato completamente vuoto. È la soluzione più sensata se non c’è cibo da conservare, se vuoi ridurre i consumi durante una lunga assenza e se puoi dedicare qualche minuto alla preparazione.
La sequenza corretta è semplice: svuota il frigorifero, elimina gli alimenti aperti o deperibili, sbrina se necessario, pulisci le superfici interne e asciuga bene guarnizioni e ripiani. Poi lascia la porta leggermente aperta. Questo passaggio è decisivo perché un frigo spento e chiuso trattiene umidità e odori.
Attenzione anche al freezer. Se lo spegni, va svuotato e sbrinato. Se lo lasci acceso perché contiene alimenti, evita di aprirlo prima della partenza e non abbassare la temperatura “per sicurezza” senza motivo. Al rientro, se sospetti interruzioni di corrente o scongelamenti, valuta con prudenza cosa conservare.
Il controllo che molti rimandano
Il dettaglio più trascurato è il termometro interno. Non tutti i frigoriferi mostrano una temperatura affidabile e non tutti i ripiani hanno lo stesso freddo. Un piccolo termometro da frigo, spostato tra mensola centrale, ripiano basso e sportello, aiuta a capire se il numero impostato corrisponde davvero alla temperatura interna.
Controlla anche le guarnizioni. Se sono sporche, deformate o non chiudono bene, il compressore lavora di più e la temperatura diventa meno stabile. Una prova semplice è chiudere lo sportello su un foglio di carta: se scivola via senza resistenza in più punti, la tenuta merita attenzione.
Cosa evitare prima di uscire
Evita di partire lasciando in frigo carne, pesce, latticini aperti, avanzi non datati o prodotti vicini alla scadenza. Evita anche di mettere in frigorifero pentole ancora calde, perché alzano la temperatura interna e creano condensa. Se il viaggio è lungo, meglio consumare o eliminare gli alimenti incerti prima della partenza.
Un altro comportamento poco utile è portare il termostato al minimo pensando di proteggere meglio il cibo. Se la temperatura è già corretta, abbassarla aumenta i consumi e può rovinare alimenti sensibili al freddo. La scelta migliore è una regolazione stabile, con sportello ben chiuso e niente aperture inutili nelle ore prima di uscire.
Acceso o spento: la decisione rapida
Per un weekend o pochi giorni, frigo acceso, temperatura controllata e alimenti deperibili ridotti al minimo. Per una vacanza lunga, frigo spento solo se vuoto, pulito, asciutto e lasciato aperto. Se hai un modello con funzione vacanza, leggi il libretto: può ridurre i consumi del vano frigo, ma non sostituisce il controllo sugli alimenti.
La soluzione migliore, in pratica, è decisa dalla durata dell’assenza e da cosa resta dentro. Il risparmio di spegnere un frigo mezzo pieno non vale il rischio di cattivi odori, cibo da buttare e pulizie al rientro. Meglio scegliere prima, non la sera della partenza.
Domande rapide
Posso lasciare il frigorifero acceso ma vuoto?
Sì, se l’assenza è breve. Può essere utile lasciare qualche contenitore chiuso o bottiglia d’acqua per aiutare la stabilità termica, senza riempirlo inutilmente.
Se lo spengo, devo staccare anche la spina?
Segui il libretto del modello. In generale, se spegni davvero l’elettrodomestico per una lunga assenza, svuotalo, puliscilo, asciugalo e lascia la porta socchiusa.
Che temperatura devo controllare prima di partire?
Come riferimento pratico, il Ministero della Salute indica circa 4-5 °C sulla mensola centrale. ENEA segnala 1-4 °C per il frigorifero e -18 °C per il congelatore, evitando regolazioni più fredde del necessario.
Fonti
- Ministero della Salute, Decalogo sicurezza nel frigorifero.
- Ministero della Salute, FAQ, conservare gli alimenti col freddo.
- Ministero della Salute, FAQ, ondate di calore e conservazione dei cibi.
- ENEA, Elettrodomestici e apparecchi elettronici.
- NWG Energia, Spegnere il frigo prima delle vacanze: sì o no?.
Ultimo controllo: 12 giugno 2026, 19:23 Europe/Rome.
