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Il canone TV 2026 non si capisce guardando solo l’importo: i 90 euro sono il punto di partenza, non tutta la risposta. La cosa da verificare è perché l’addebito compare, se il televisore è davvero detenuto in casa e se esiste un caso di esonero o di pagamento diverso dalla bolletta. La confusione nasce soprattutto tra utenza elettrica, famiglia anagrafica, seconda casa e messaggi sospetti che promettono rimborsi.
Perché se ne parla adesso
La ricerca sul canone televisivo è tornata forte nelle ultime ore, anche perché molti utenti cercano una risposta secca su importo, bolletta ed esenzioni. Google Trends Italia segnala la query tra le tendenze attive del 3 ottobre 2026, mentre la pagina ufficiale RAI ricorda che il canone TV ordinario 2026 è pari a 90 euro.
Il punto pratico è che non tutte le situazioni si risolvono con la stessa regola. Per la maggior parte delle famiglie l’addebito arriva nella fattura elettrica, ma ci sono casi in cui serve una dichiarazione sostitutiva, un modello F24 o una richiesta all’ente pensionistico.

Il dettaglio che evita la confusione
Il canone è legato alla detenzione di apparecchi atti o adattabili alla ricezione dei programmi televisivi. La RAI precisa che si tratta di un’imposta sulla detenzione dell’apparecchio, indipendente dall’uso effettivo del televisore o dal canale guardato.
Questo significa che il dubbio principale non è “guardo la RAI oppure no?”, ma “in casa c’è un apparecchio televisivo soggetto a canone?”. La stessa pagina RAI distingue inoltre i dispositivi con sintonizzatore dai personal computer usati solo via Internet, che di per sé non sono assoggettabili se non ricevono il segnale terrestre o satellitare.
Cosa controllare in bolletta
Per il 2026 l’importo annuo indicato da RAI è 90 euro. Il pagamento, quando passa dalla fattura elettrica, avviene in dieci rate mensili da gennaio a ottobre. Se l’addebito appare su una bolletta intestata a un componente della famiglia anagrafica, non significa automaticamente che ogni casa o ogni televisore generi un nuovo canone.
Il controllo utile è leggere intestatario dell’utenza, residenza domestica, composizione della famiglia anagrafica e presenza effettiva di un televisore. Se qualcosa non torna, conviene usare i canali ufficiali RAI o Agenzia delle Entrate, non link ricevuti via messaggio.
Quando entra in gioco la dichiarazione
Chi è titolare di un’utenza elettrica domestica residenziale e non detiene un televisore può presentare la dichiarazione sostitutiva, Quadro A. Per l’anno 2026, la pagina RAI segnala che la scadenza ordinaria del 31 gennaio è slittata al 2 febbraio perché il 31 cadeva di sabato. La dichiarazione, se la situazione continua, va ripresentata ogni anno.
Il Quadro B serve invece per comunicare che il canone è già dovuto su un’altra utenza elettrica intestata a un componente della stessa famiglia anagrafica. Questa è la zona in cui molte persone confondono seconda casa, doppia bolletta e doppio pagamento.
F24, pensione e casi particolari
Se nessun componente della famiglia tenuta al pagamento ha un contratto elettrico domestico residenziale, il canone va versato con modello F24. La RAI indica per il rinnovo 2026 il versamento annuale da 90 euro entro il 31 gennaio, oppure soluzioni semestrali o trimestrali con importi specifici pubblicati nella sezione ufficiale.
Esiste anche l’addebito sulla pensione, ma non è automatico per tutti. La richiesta va presentata al proprio ente pensionistico entro il 15 novembre dell’anno precedente e riguarda cittadini con reddito di pensione non superiore a 18.000 euro nell’anno precedente alla richiesta, secondo quanto riportato dalla RAI.
Cosa evitare
La prima cosa da evitare è comunicare dati della bolletta, codice POD o documenti personali a chi chiama, scrive su WhatsApp o promette rimborsi facili. La RAI avvisa che non sono in corso attività con telefonate, SMS o messaggi WhatsApp ai cittadini per conto dell’azienda su rimborsi o esoneri del canone.
La seconda è compilare moduli presi da pagine non ufficiali. Per dichiarazioni, rimborsi ed esoneri bisogna partire da canone.rai.it o dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Questa guida è informazione generale: per casi familiari complessi, successioni, utenze intestate a persone decedute o contestazioni, è meglio verificare direttamente con i canali ufficiali o con un intermediario abilitato.
Domande rapide
Quanto costa il canone TV 2026?
Per il 2026 la RAI indica 90 euro per il canone TV ordinario.
Si paga anche se non guardo la RAI?
Sì, se si detiene un apparecchio televisivo soggetto a canone. Il pagamento non dipende dal canale visto.
Computer e smartphone fanno pagare il canone?
La pagina RAI richiama la distinzione ministeriale: i personal computer usati per vedere contenuti via Internet, senza ricezione del segnale terrestre o satellitare, di per sé non sono assoggettabili.
Come capisco se una richiesta è sospetta?
Diffida di telefonate, SMS, WhatsApp o email che chiedono dati della bolletta o promettono controlli su rimborsi ed esoneri. La verifica deve partire dai canali ufficiali.
Fonti consultate
- Google Trends Italia, tendenze del 3 ottobre 2026.
- RAI Canone TV, novità e importo canone ordinario 2026.
- RAI Canone TV, informazioni generali, dichiarazione sostitutiva e modalità di pagamento.
- Agenzia delle Entrate, scadenza dichiarazione sostitutiva per il secondo semestre 2026.
Ultimo controllo: 3 ottobre 2026, ore 19:23 (Europe/Rome).
