Q uella della Pole Dance, per Medea è una missione, ancora prima di essere una grande passione che la accompagna da tempo. Il suo obiettivo resta principalmente uno: vedere che venga data a questa disciplina l’importanza e l’attenzione che merita davvero, per poterla ammirare un giorno insieme alle altre discipline ginniche ed artistiche nell’incantevole cornice delle Olimpiadi. A Medea la Pole Dance ha ridato la vita, la voglia di mettersi in gioco. Non è solo un passatempo, ma una vera compagna di vita. Questa disciplina ha rappresentato una sorta di ancora di salvezza dopo tante difficoltà. La scoperta della Pole Dance ha rappresentato per Medea una svolta radicale e significativa nella propria vita. Ha sempre creduto in questa disciplina tanto da aprire la sua prima accademia a Catania nel 2007. Dopo qualche anno il trasferimento a Milano dove ancora oggi insegna alle sue allieve la Pole Dance come si fa con le più note discipline sportive. Anche perché se il sogno delle Olimpiadi dovesse diventare realtà, la sua scuola deve farsi trovare pronta e preparata.
Pole dancer: ci spieghi ci cosa si tratta e soprattutto cosa rappresenta per te.
“Per me la Pole Dance in arte Pole Gym é esclusivamente ginnastica alla pertica dove di possono realizzare anche coreografie di ballo abbinate alla pertica prevale sempre sia l’acrobatico che la danza. Per me la Pole Gym non è niente altro che un ramo della ginnastica artistica”.
Sei un’ex ginnasta artistica. Quando il primo incontro con questa disciplina?
“Vengo da una disciplina dove bisogna impegnarsi nel riuscire a realizzare tutti gli elementi necessari per poter essere un’ atleta che vale. Avevo 6 anni e mi ricordo benissimo quando venne mia madre a prendermi all’ asilo e mi propose di iniziare a praticare sport. Lei era indecisa tra pattinaggio e ginnastica. Io, invece, optai subito per la ginnastica artistica. Mi affascinava troppo l’ idea di fare tutte quelle acrobazie. Il mio sogno, purtroppo, si è interrotto all’ età di 12 anni per colpa di un incidente. Cascai di schiena in una botola di 3 metri rompendo un barattolo di vetro di 15 kg. Ero tutta piena di tagli e rimasi per 3 settimane in ospedale. Il medico consigliò a mia madre di non farmi più praticare ginnastica. Era troppo pericolosa per la mia salute. Lasciai il Liceo Sportivo è la mia vita cambiò radicalmente. Iniziò un periodo di grande sofferenza, anche se non lo facevo notare a nessuno. La notte prima di addormentarmi chiudevo gli occhi e mi vedevo ruotando alle parallele (il mio attrezzo preferito). Piangevo quasi sempre di nascosto. Niente riusciva a ridarmi la felicità. A 16 anni trovandomi in una discoteca vedevo la ragazze fare acrobazie al palo e mi venne una gran voglia di imparare questo meraviglioso sport. Ero felice quando riuscivo a realizzare una nuova posa capivo che quello che pratico non è uno scherzo ma è uno sport a tutti gli effetti. All’inizio pensavo che le pose si potevano realizzare solo nella mia testa, ma poi mi sono resa conto che niente non è impossibile nella vita. Ora trasmetto questa determinazione anche alle mie atlete che hanno deciso di praticare questa disciplina ad un livello agonistico”.
Quali sono i consigli e le raccomandazioni che fai ad una ragazza che si vuole avvicinare a questa disciplina?
“I miei consigli sono sempre quelli di intraprendere quest’arte come attivita’ sportiva, pertanto ci vuole interesse e sacrificio. Credo siano questi i requisiti per riuscire ad arrivare in alto, per potersi prefiggere degli obiettivi e riuscire a raggiungerli”.
C’è grande pregiudizio nei confronti di questa disciplina, spesso chi non la conosce la paragona facilmente alla lap dance. Cosa le differisce?
“E’ vero viene confusa con la Lap Dance, ma solo per un problema di ignoranza sul termine, il termine Lap Dance significa danza sulle gambe, mentre Pole Dance significa letteralmente tradotto danza al palo. Purtroppo, come ben sappiamo, nei locali notturni è stata aggiunta una pertica, quindi il palo, per rendere ancora più sensuali i balli erotici. La pertica le rende in questo modo molto simili, ma crea anche una grande confusione”.
Sei anche insegnante, oltre che garista e praticante. Consiglieresti questa disciplina anche alle bambine?
“Soprattutto ai bambini sia maschietti che femminucce, ovviamente iniziando da piccole età per esempio dai 10 anni in su, in questo modo si arriverebbe ad ottenere risultati notevoli. Ripeto, parliamo di una disciplina molto vicina alla Ginnastica Artistica”.
Quali giovamenti fisici e sicuramente anche psicologici da praticare questa disciplina?
“Ci sono notevoli giovamenti fisici, infatti, dopo circa tre mesi di allenamento il fisico si rassoda notevolmente la massa muscolare si evolve in tutto il corpo in maniera uniforme pertanto ti aiuta a modellare il fisico come ogni donna vorrebbe che fosse. Ci sono stati casi di mie allieve che dopo un anno di comune palestra non hanno ottenuto ciò che al contrario hanno ottenuto in poco tempo con la Pole Gym. Psicologicamente, questa disciplina, porta tanta sicurezza in se stessi”.
La pole dance include molta sensualità. Non rischia di diventare una disciplina di nicchia dove è necessario un fisico statuario?
“Durante un’esibizione ci vuole serietà e concentrazione non ci sono i presupposti per sorridere o essere sensuali e sono sicura che non vedrete mai una ginnasta olimpionica sorridere, non perchè sia sbagliato ma perchè serve veramente tanta concentrazione per evitare di commettere errori, quindi a volte si tralascia il sorriso e la sensualità proprio per dare il meglio di se all’esibizione tecnica. Stesso discorso per il pattinaggio ed altre discipline simili. In tutto ciò che è sport è necessaria la disciplina. Il sorriso e la sensualità di una atleta quando fa la sua ‘’esibizione acrobatica’’ non sono elementi fondamentali o valutativi al fine dell’esibizione. Io e le mie allieve vediamo la Pole Dance esclusivamente come una disciplina sportiva. Per amare la ginnastica non è necessaria una taglia o un’eta specifica. Soprattutto se ragioniamo in termini non agonistici. Lo sport è una cosa bellissima a prescindere. Può darti tante soddisfazioni e sicurezza anche se non si vincono premi e medaglie”.
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