PAOLO GIORDANO CI APRE LE PORTE DI AREA SANREMO: “CERCHIAMO CHI HA DAVVERO VOGLIA DI FARE MUSICA!”

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IL FESTIVAL SCALDA I MOTORI, ALMENO PER QUELLO CHE RIGUARDA LA LUNGA FASE DI SELEZIONE RISERVATA AI GIOVANI CHE SOGNANO IL PALCO DELL’ARISTON. ISCRIZIONI APERTE FINO AL 16 SETTEMBRE, POI SCENDERANNO IN CAMPO LE COMMISSIONI. NE PARLIAMO CON IL NOTO GIORNALISTA MUSICALE FIRMA DE “IL GIORNALE”

area sanremo

 

 

L’edizione 2012 del Festival di Sanremo si è già messa in moto. Certo mancano dettagli, nomi, sorprese e spunti a riguardo dell’evento televisivo di febbraio, ma per tantissimi giovani sta iniziando la lunga fase di avvicinamento al palco del teatro Ariston. Il 16 settembre è l’ultimo giorno utile per inoltrare la domanda di partecipazione ad “Area Sanremo”, il grande concorso che permette ai giovani emergenti di accedere direttamente al Festival nella categoria delle “Nuove Proposte”. Una lunga fase di selezione che si concluderà a dicembre con la proclamazione dei vincitori (in due accederanno direttamente alla categorie “Nuove Proposte” del Festival). Già tantissime le adesioni per le selezioni che prenderanno il via ai principi di ottobre. Attraverso il sito www.area-sanremo.it è possibile scaricare il bando ufficiale ed inviare la domanda. Il concorso è riservato ai giovani, dai 16 ai 36 anni, che desiderano partecipare al Festival della Canzone Italiana. La commissione della sezione SanremoLab, dedicata ai brani inediti in lingua italiana, formata da Niccolò Agliardi, Beppe Carletti e Syria sarà presieduta da Mauro Ermanno Giovanardi.

La commissione della sezione SanremoDoc, dedicata a brani inediti in lingua dialettale italiana, formata da Massimo Morini dei Buio Pesto, Davide Van De Sfroos e Peppe Voltarelli sarà presieduta da Edoardo Bennato. Come di consueto per entrambe le sezioni è previsto un percorso di studi con alcuni tra i migliori professionisti del mondo della musica e dello spettacolo. Quest’anno il Comitato Organizzatore, per rafforzare il legame tra la rassegna canora e il concorso, ha istituito quest’anno un Comitato d’Onore composto da: il sindaco di Sanremo Maurizio Zoccarato, il giornalista del tg1 Vincenzo Mollica, il presidente di Radio Italia Mario Volanti e i due vincitori del Festival di Sanremo 2011 Roberto Vecchioni e Raphael Gualazzi.

Responsabile della Promozione e delle Pubbliche Relazioni del Comitato Organizzatore è Paolo Giordano, storica firma musicale, corrispondente de “Il Giornale” e impegnato anche quest’anno nella grande avventura di “Area Sanremo”. Paolo non nasconde le insidie della grande selezione, ma sulla scia dei consensi raccolti nella scorsa edizione è pienamente convinto dell’opportunità che possono nascere intorno al Festival, che resta pur sempre la vetrina più importante della musica italiana.

Paolo, con quali obiettivi nasce questa lunga avventura di “Area Sanremo”?

E’ principalmente un concorso e come tutti i concorsi si pone l’obiettivo di scovare qualcosa di interessante. In questo caso si punta a trovare voci che abbiamo un talento, ma è proprio il talento la cosa più difficile da scoprire. Molte volte si nasconde, non è maturo, è incompreso. Il compito di “Area Sanremo” e delle sue commissioni è proprio questo. Non solo ascoltare, ma individuare se sotto una canzone banale o un arrangiamento semplice, possa celarsi un giovane in grado di crescere ed affermarsi”.

Tra le novità che spiccano quest’anno, quella della doppia commissione per brani in italiano e in dialetto. Un’esigenza che nasce anche sulla scia del grande successo un anno fa di Davide Van de Sfroos?

Non dobbiamo dimenticare una cosa. Il dialetto – spiega Paolo Giordano – al Festival è sempre esistito. Penso a Nino D’Angelo, ai Tazenda, ai Pitura Freska e tanti altri nomi che hanno comunque portato versi in vernacolo sul palco di Sanremo. Mi preme una cosa in particolare. La scelta della doppia commissione è una questione puramente artistica, la politica non c’entra nulla e guai a chi vuole vederci qualcosa di simile. Abbiamo voluto puntare su un ritorno alle origini in quanto la canzone popolare nasce proprio dal dialetto. Vedremo cosa ne verrà fuori, ma niente politica in certi contesti. Vorrebbe solo dire fare del male al progetto di “Area Sanremo” e ridurre certi fenomeni interessanti come quelli nati in Campania, Sicilia e Puglia, giusto per fare qualche esempio”.

Paolo Giordano

Paolo Giordano, Responsabile Relazioni Esterne "Area Sanremo"

Paolo alla fine ne passano due su centinaia. Cosa sarà decisivo nel giudizio finale?

Sarà importante avere un progetto e quando parlo di progetto non mi riferisco a manager o case discografiche, ma qualcosa di concreto da dire, non solo la voglia di andare in televisione. Posso assicurare che oggi non è tanto facile trovare persone che corrispondono a queste caratteristiche. Deve esserci una grande voglia di fare musica”.

Un anno fa vennero eliminate Le Strisce con un pezzo bellissimo…

Me lo sono domandato anch’io. Sono bravissimi, hanno vinto di recente il Premio Mogol, fanno bella musica. Succedono poi delle cose difficili da spiegare, anche perchè personalmente non conosco certi meccanismi. I ragazzi stanno continuando per la loro strada, sono in gamba e prima o poi al Festival ritorneranno”.

Esiste una sorta di sfida a distanza tra il caro vecchio Festival e la novità dei talent show? Da un pò di tempo la discografia sembra premiare più i secondi…

C’è una grande differenza. A Sanremo devi andare con un brano inedito, ai talent puoi portare anche una bella cover. Al Festival devi presentare qualcosa di personale, un tuo mondo. Da altre parti puoi esibirti con qualcosa di già visto e sentito. Per tanti anni Sanremo ha rappresentato l’antesignano dei talent e lo era con principi ancora più crudeli. Ai giovani, per esempio, viene data un’unica possibilità. Si va sul palco, tre minuti di canzone, dentro o fuori. Meccanismi che si sposano molto bene, poi, con il format televisivo. Il pubblico impazzisce per la competizione spietata…

Se diciamo che i Modà sono stati i vincitori morali dell’edizione 2011 cosa mi rispondi?

D’accordissimo. Kekko e i Modà sono fantastici. Una storia particolare la loro. Si sono rimboccati le maniche mille volte, hanno superato difficoltà incredibili e ora si godono il meritato successo. Al Festival hanno spiccato definitivamente il volo. E piacciono davvero a tutti”.

Chi presenta il Festival? Si parla di un Morandi-bis?

Secondo me sarebbe la scelta migliore. Lui è uno che ispira fiducia nei cantanti, nei musicisti, tra gli addetti ai lavori. C’è una sorta di rispetto massimo verso la sua persona, basti ricordare le presenze di gente come Vecchioni e Pezzali. Credo che la Rai faccia bene a valutare l’ipotesi di un Morandi – bis. Sono favorevole, soprattutto se si riuscisse a costruirgli intorno un copione artistico di alto livello. Gianni saprebbe come valorizzarlo”.

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