UN CARO AMICO DEL “GIFFONI” ANNUNCIA AL FESTIVAL UN PROGETTO SICURAMENTE GRADITO AL PUBBLICO. NEL 2012 IL TERZO CAPITOLO DI UNO DEI TITOLI DI MAGGIOR SUCCESSO DELLA RECENTE STORIA DELLA COMMEDIA ALL’ITALIANA. CON TANTO DI ESPLICITO MESSAGGIO ALLA MOSTRA DI VENEZIA…
Più che un ospite, un amico del Festival. Giovanni Veronesi è alla sua terza partecipazione in quel di Giffoni e mai come questa volta si sente a suo agio. “Gli ultimi quattro/cinque anni sono stati fondamentali – asserisce il regista toscano di fede juventina – per avvicinarmi alle nuove generazioni. A loro ho voluto dedicare espressamente il mio ultimo film “Genitori e Figli”, dove ho cercato di far capire come in una famiglia sia importante litigare, purchè non si resti isolati tra le mura domestiche. I giovani sono un territorio che seguo attentamente da tempo e mi affascina sempre più, forse perché sto invecchiando. Questi giovani – continua Veronesi – ai quali tutti danno addosso, anche se mi sono accorto che nessuno parla con loro. I genitori? Molti non sono interessati. Loro sono stati già adolescenti, sanno già tutto e dimenticano che i figli devono ancora scoprire il mondo. Ai grandi interessa solo dare ordini”.
Nella cornice del Festival, poi, un annuncio che farà piacere a tanti estimatori della commedia popolare di Giovanni Veronesi. E’ in fase di pre-scrittura il terzo capitolo di “Manuale d’Amore”, anche se cronologicamente il prossimo impegno del regista sarà il nuovo film di Leonardo Pieraccioni che sarà pronto (sulla carta, ndr) a marzo 2011, per poi arrivare in sale a Natale. “Si, farò “Manuale d’Amore 3”, anche se intorno a questa notizia c’è ancora poco. Devo finire ancora di scrivere, mettere insieme un cast importante, realizzare almeno quattro episodi. Mi piacerebbe attraversare le varie epoche dell’amore e chiamare a raccolta gli attori ai quali sono più affezionato (non cita Carlo Verdone, ma il riferimento è esplicito…). Al genere “Manuale” sono particolarmente affezionato. Spero di arrivare almeno a cinque capitoli. C’è tanto da raccontare sull’amore. Come al solito – prosegue il regista e sceneggiatore – non farò il professore dell’argomento. Non darò risposte, né sentenze. Farò delle domande sull’amore. L’uscita del film è ancora lontana. Azzardo un ottobre 2011, ma potrebbe essere anche gennaio/febbraio 2012. Sono un regista fortunato. Lavoro con un produttore (De Laurentiis) che attualmente rappresenta un’isola felice nel cinema. Investe e produce in prima persona. Cura tutto nel dettaglio e permette a chi lavora con lui di lavorare in piena tranquillità. Davvero il massimo”. Tra le decine di domande dei ragazzi, salta fuori un’ipotesi di rivalutazione della sua cinematografia, spesso “beccata” dalla critica. Senza mezzi termini arriva la risposta. “Non si azzardino a rivalutarmi. Penso che non ci tenga la critica, ma soprattutto non ci tengo io. Guai se tra vent’anni qualcuno mi invita alla Mostra di Venezia. Avrò l’ernia al disco e le rotule ormai andate. Non mi interessa essere rivalutato a settant’anni. Il Leone d’Oro – conclude Veronesi – non lo voglio nemmeno vedere”.














