VOLTI NA’VI, CENTINAIA DI AUTOGRAFI E UNA PIOGGIA DI DOMANDE. MR. AVATAR SBARCA ALLA CITTADELLA DEI RAGAZZI E CONFERMA COME IL FILM DI CAMERON ABBIA CAMBIATO LA VISIONE DEL CINEMA E SOPRATTUTTO LA SUA VITA.
Cinzia e Beatrice hanno dipinto il volto di blu già nelle prime ore del pomeriggio. Entrano in sala e sono accolte da applausi e dai flash dei compagni di giuria. La Cittadella diventa una sorta di Pandora del Cinema e il Festival vive il suo pomeriggio da Giff…Avatar. Il film dell’anno, l’incasso più alto della storia del cinema è protagonista assoluto della giornata, grazie anche a uno dei suoi interpreti più amati. Bello, muscoloso e trasandato come da copione, Sam Worthington si è catapultato nel clima di Giffoni che ha immediatamente definito simile a quello di un concerto – rock. “Ai Festival si sta sempre tutti compiti – ha commentato l’attore di origini inglesi – qui ho trovato un entusiasmo che ha finito per coinvolgermi. Un’esperienza bellissima e soprattutto un clima fantastico. Credo che il Giffoni rappresenti una grande opportunità per chi vi partecipa. Non solo per l’aspetto cinematografico. Ogni ragazzo è circondato da culture diverse, dalle quali si possono prendere ispirazioni e grazie alle quali si possono conoscere meglio gli aspetti della vita. Questo Festival ha la capacità di far aprire gli occhi proprio come Avatar”.
Trentaquattro anni tra qualche giorno, Sam ha fatto tanta televisione prima di sbarcare al cinema. Serie di successo come J.A.G. – Avvocati in divisa. Sul grande schermo tante piccole particine prima della grande opportunità nel 2006. Resta in lizza fino all’ultimo con Pierce Brosnan per il ruolo di James Bond, ma alla fine la sua giovane età si rivela uno scoglio insuperabile. “Era giusto così – ha ricordato Sam parlando di quell’episodio – non me la presi più di tanto. Poi guardatemi bene in faccia, guardate il mio aspetto. Avrei mai potuto essere un buon 007?”.
La svolta arriva esattamente un anno dopo ed è quella decisiva. James Cameron lo sceglie per “Avatar”, che dopo oltre due anni di lavorazione arriverà nelle sale di tutto il mondo portando la rivoluzione del 3D e soprattutto incassi stratosferici. Sam Worthington diventa uno degli attori più richiesti e il suo nome compare in ben quattro titoli della nuova stagione, ma lui precisa immediatamente dando una sorta di ordine alla voci moltiplicatesi in questi mesi. “Devo dire che c’è tanta speculazione in giro. Il mio nome compare un po’ ovunque, ma per la maggior parte dei titoli non c’è nulla di concluso. A me piacerebbe prendere parte a tutti i film che mi propongono, è il mio lavoro, ma non c’è niente di ufficiale in merito a certi annunci. Posso dire che fino a novembre non metterò piede su nessun set. Dopo cinque anni di lavoro continuato, avevo bisogno di un periodo di riposo”. L’unico titolo citato a Giffoni da Worthington è “The Last Night” che dovrebbe arrivare nella prossima stagione. Un film sulle infedeltà non solo a sfondo sessuale. Mero riservo, invece, sul sequel di “Avatar” di cui tanto si è parlato in questa estate e dato per certo da più fonti. “Ci sono idee che lasciano pensare a ben altri due capitoli del film, ma conoscendo Cameron non c’è da essere sicuri. Lui inizierà a programmare “Avatar 2”, solo quando sarà certo di potrà realizzare un film superiore al precedente”.
Non solo sexy simbol, Sam Worthington riceve complimenti e attestati di stima anche dal “popolo” maschile del Giffoni. Proprio l’intensa interpretazione di Jake Sully, il marine invalido di “Avatar”, sembra aver lasciato il segno tra i giovani, ancora di più di altri film di genere come “Scontro tra Titani” e “Termination Salvation”, produzioni comunque rivolte ad un pubblico giovanile. “Ho dovuto prendere tanto coraggio per quel ruolo – ha confessato l’attore ai ragazzi della Cittadella durante l’incontro – perché non avevo la minima idea di cosa significasse la disabilità. Ho frequentato dei ragazzi che vivono sulla sedia a rotelle, ho cercato di capire la loro vita e fondamentale è stato il loro apporto. Mi hanno tranquillizzato parecchio. Diciamo che “Avatar” è un film che ha cambiato la vita a tutti, me in particolare. Questo lavoro fa ormai parte della mia vita e non potrebbe essere altrimenti dopo due anni di lavorazione. In generale tutti i film di James Cameron lasciano qualcosa di particolare”. Sono in molti, inoltre, a paragonarlo a Leonardo Di Caprio, scrutando parecchie similitudini tra i due. E il bel Sam non si tira indietro. “Fa tanto piacere essere associato a uno come lui che personalmente considero tra i migliori attori di sempre”.
Poi ancora tanto “Avatar”, titolo che ha lasciato il segno a livello planetario. Un impronta anche a livello tecnologico con il 3D diventato ormai nuovo linguaggio del cinema e non solo. Lo stesso Sam non ha mai nascosto il suo amore per il tridimensionale. “Purché sia usato in maniera corretta e non sia solo una forma pubblicitaria. Bisogna dare atto al 3D di aver riportato tanto pubblico nelle sale. Personalmente preferisco quando si gira direttamente in 3D, anche se c’è bisogno di una preparazione molto particolare. Il tuo cervello, la tua immaginazione subiscono un processo devastante. Ci si trova a girare senza niente intorno, con scene che verranno poi ricostruite al computer. Per avere un’idea delle Montagne Fluttanti di “Avatar”, siamo stati per mesi su di un’isola che ne ricordava le fattezze. Abbiamo in un certo senso immagazzinato immagini, che abbiamo poi immaginato in studio. Ecco perché un film del genere lascia il segno”.
Mister “Avatar” poi si concede un excursus su un’altra sua passione che presto vorrebbe far diventare un qualcosa di concreto. “Sono un appassionato di fumetti, mi piacere creare nuove storie e personaggi. Spero di poter realizzare, insieme ad altri amici, un progetto interessante, con un linguaggio nuovo rivolto ai giovani. Ne sarei felice”. Dopo trentadue minuti di baci, autografi e red carpet il saluto al Festival nel nome del tema scelto quest’anno. “L’amore vero è quello che si riesce a donare agli altri senza interessi. Agli amici, alla famiglia, alla donna della tua vita…”























